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Mo: 90 minuti di panico per possibile attacco droni in Israele, Idf ammette falso allarme 

Quasi 90 minuti di panico, con più di 2 milioni di israeliani rintanati nei rifugi, dopo l’avviso di imminente attacco con droni. Si è però trattato di un falso allarme, ha ammesso l’Idf. Dopo aver mandato i residenti di ogni città del nord di Israele a cercare rifugio per un possibile massiccio attacco di droni dal Libano, il portavoce dell’esercito israeliano, il contrammiraglio Daniel Hagari, ha detto in una dichiarazione pubblica che non c’è stato alcun incidente nel nord di Israele, aggiungendo che l’esercito sta indagando su cosa abbia causato il suono delle sirene di allarme in tutta la regione.

“Si è verificato un errore e stiamo indagando: verificheremo se si è trattato di un guasto tecnico o di un errore umano”, ha affermato Hagari. “Voglio calmare l’opinione pubblica e dire che in questa fase non vi è alcun grave incidente che riguarda la sicurezza nel nord”. Ieri, poco prima delle 18,30 (ora locale), le sirene per i raid aerei hanno suonato in tutto il nord di Israele, segnalando 15-20 droni dal Libano che presumibilmente attraversavano il territorio israeliano. Circa 10 minuti dopo, altre sirene hanno suonato nel contesto di un sospetto allarme di infiltrazione terroristica nella città settentrionale di Ma’ayan Baruch, e successivamente a Ma’alot Tarshiha.

Il Comando del Fronte Interno dell’Idf ha chiesto ai residenti delle comunità di confine nella Galilea, sulle alture di Golan e nell’area di Haifa di rifugiarsi “fino a nuovo avviso”, temendo un “attacco su larga scala”.

(Crc/Adnkronos)

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