Lacrime, dolore e silenzio, l’ultimo saluto a Sofia Perelli, i funerali



Lacrime, dolore e silenzio, l’ultimo saluto a Sofia Perelli, i funerali

C’era tanta gente a dare l’addio, l’ultimo saluto, a Sofia Perelli, la ragazza morta dopo giorni di agonia all’ospedale di Ancona. I funerali si sono tenuti oggi alla chiesa del quartiere di Monteluce a Perugia. Un lungo applauso all’uscita del feretro. Silenzio, tanto silenzio e occhi rossi tra le lacrime di Mamma Valeria, papà Claudio, il fratello Francesco, la sorella Vittoria e altri parenti, gli amici e chi ancora non crede che sia successo quello che è accaduto. A Sofia, stellina bella, così come hanno scritto sui social i suoi cari.

La ragazza, che lavorava al supermercato Gaggi di via Ruggero d’Andreotto, era rimasta vittima di un tragico incidente mentre si trovava al mare, a Sirolo nelle Marche. Si era gettata in acque ed era finita contro uno scoglio.

Condizioni da subito apparse gravi al personale sanitario che l’aveva soccorsa, e l’aveva trasportata in ospedale ad Ancona.

Per sei lunghi giorni Sofia ha lottato tra la vita e la morte in rianimazione cercando di sopravvivere.

Sofia era stata soccorsa lo scorso 8 agosto mentre insieme ad un’amica 26enne si trovava al mare sulla spiaggia di Sirolo. Il mare, in quel momento, era mosso. Sofia aveva quasi subito accusato il primo malore. Successivamente, priva di sensi, era stata sbalzata contro uno scoglio. A soccorrerla era stata l’amica che l’aveva raggiunta, tenendola poi a galla in attesa dell’arrivo del 118.

I soccorritori della Croce Rossa avevano subito iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare, dirigendosi nel frattempo alla spiaggia Urbani di Sirolo dove era presente l’equipe medica dell’elisoccorso, arrivata in volo dalla piazzola del dll’ospedale.

La giovane perugina era stata trasportata con un codice di massima gravità a Torrette mentre l’amica era stata accompagnata al punto di primo intervento. Sofia era stata subito ricoverata, ma nella serata di mercoledì il quadro clinico è peggiorato e in serata non c’è stato più nulla da fare.

«Abbiamo sperato che si potesse riprendere – dice con la voce rotta dal pianto Giuseppe Gaggi –. Chiedevamo sue notizie tutti i giorni. La nostra Sofia…Sembra impossibile».

Sofia aveva frequentato il Giovanni Pascoli a Perugia e poi l’Università dei sapori. La conoscevano tutti anche i clienti del grande alimentari. Mamma Valeria ha un’attività commerciale, il padre lavora all’ufficio vendite della Pac 2000 a Ponte Felcino. Il fratello Francesco studia medicina. Tanti i messaggi postati sui social. Sofia donerà cuore e fegato, così hanno deciso i suoi familiari.

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