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Ragazzo in coma etilico, salvato dagli amici ora sta meglio

Un ragazzo di San Giustino di 14 anni è finito in ospedale per coma etilico. Il giovane, nella notte tra sabato e domenica, ha rischiato la vita, ma ora fortunatamente sta meglio. Lo riporta oggi la Nazione dell’Umbria.

Da quanto appreso pare abbia bevuto tanto durante un sabato con gli amici.

Terminata la serata, erano circa le 23, il giovane si è sentito male. Gli amici, che inizialmente non se ne accorgono, lo chiamano al cellulare senza ricevere risposta.

I compagni preoccupati dedidono dia andarlo a cercare. Raggiungono alcuni luoghi dove sono stati in precedenza e lo trovano a terra, privo di conoscenza. I suoi amici si allarmano e chiamano i genitori che raggiungono subito il luogo.

Arriva anche il 118, con i sanitari che provvedono a prestare le prime cure al giovanissimo, poi trasferito al pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello.

Gli operatori provvedono, come da prassi in questi casi, ad allertare del fatto gli agenti del Commissariato di polizia tifernate che, nelle prossime ore, effettueranno gli accertamenti del caso. Ora il ragazzino sta meglio, grazie agli amici che hanno dato il primo allarme.


Abusi su minori, continuano indagini, ex monaco si trova a Roma

L’abito religioso non l’avrebbe più potuto indossare, già dal 3 novembre scorso, ma l’ex monaco ha continuato a farlo.

La Congregazione dei Silvestrini Benedettini – scrive la Nazione Umbria di oggi – gli aveva notificato il provvedimento che accoglieva la sua domanda di indulto. Un modo per evitare il processo penale canonico proprio a causa delle condanne per violenza sessuale su minore.

L’ex prete o ex monaco, indagato dalla procura di Perugia per aver cercato di fare sesso con due ragazzini, in cambio di soldi e regali, voleva tentare di ribaltare il provvedimento del Pontefice.

Il tutto non sarebbe  stato frutto di una libera scelta – scrive Erika Pontini – ma era stata una costrizione di altri religiosi.

Nel frattempo si verificavano i fatti di Ponte San Giovanni.

L’uomo ha lasciato Perugia e l’Umbria dopo la perquisizione e la notifica di un avviso di garanzia per tentata prostituzione minorile.

Ora si trova dai parenti a Roma. Resta un fatto.

Con la sospensione “a Divinis“ – continua La Nazione –  l’ex monaco poteva ancora farsi chiamare con il nome da religioso, ma avrebbe dovuto celebrare messa e nemmeno potuto indossare l’abito. E’ reato!

Adesso rischia pure la sanzione pecuniaria conseguente. Intanto le indagini continuano e in particolare sarà fatta chiarezza su un telefono cellulare sequestrato all’uomo ma nella disponibilità di un minore.


Trovata morta in casa, accanto a lei un coltello sporco di sangue

È stata trovata dai familiari a casa priva di vita, accanto un coltello insanguinato.

Una donna peruviana di 61 anni sembra essersi procurata da sola le ferite di arma da taglio. È quanto riporta La Nazione Umbria di oggi.

Sul posto il medico legale intervenuto sul posto insieme ai carabinieri della compagnia di Perugia.

Ai parenti aveva detto che sarebbe andata a Pietralcina per un pellegrinaggio da Padre Pio, ma non era mai partita.

Ma poi il ritrovamento nella sua camera. Inizialmente era sembrato un giallo ma, successivamente questa ipotesi è stata scartata. Sarà il pm di turno decidere se eseguire l’autopsia.

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