La video rassegna stampa dell’Umbria con le prime regionali e nazionali 27 aprile 2020

 
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La ripartenza? Fase 2, poco cambierà per l’Umbria, sarà quasi uguale

Le aziende ad aprire per prima in Umbria a partire dal 4 maggio saranno le manifatturiere per l’export e cantieri delle opere pubbliche. I ristoranti poi potranno riprendere a lavorare, ma con l’attività di asporto, e non più solo la consegna a domicilio. Il settore della ristorazione riaprirà completamente dal primo giugno, quindi, al momento il take away rappresenta un’àncora di salvezza.

Servizi di cura alla persona come parrucchieri e estetiste potranno riaprire dal primo giugno, insieme a loro – come detto – ristoranti e bar. Le scuole, Università e i servizi dell’infanzia non apriranno. Il problema qui sarà quello dell’affidamento dei figli se i genitori riprenderanno a lavorare. Un problema dietro un altro problema.

Palazzo Donini dal premier si attendeva una maggiore apertura durante la fase 2 della Regione, anche in virtù del fatto che i contagi sono prossimi allo zero. E’ cambiato poco, al momento, per l’Umbria.

La circolazione delle persone sarà quasi identica a quella attuale, con l’unica differenza che si potrà andare a fare le visite ai parenti, fino ad ora non concessa. Ma non sarà possibile la lasciare la propria regione o andare a trovare i parenti in una città fuori  dall’Umbria e viceversa. Ai cittadini si chiede di continuare a mantenere le distanze e misure di sicurezza, indossando le mascherine, anche in casa, se si convive con altre persone del nucleo familiare.

L’accesso ai parchi sarà possibile solo se si mantiene la distanza di sicurezza, cosa molto difficile. Qui i sindaci potranno intervenire qualora non si rispettassero le condizioni. Si potranno fare i funerali meglio se all’aperto e con non più di 15 persone. Non sarà possibile alcun party o cena in casa tra amici.

Tra le misure chieste dai Governatori, c’è quello delle mascherine. Conte ha annunciato un accordo con le aziende per calmierare i prezzi: saranno in vendita a 0,50 euro  e prossimamente con un nuovo decreto sarà abbattuta anche l’Iva. Poco cambia, insomma, per una regione modello come l’Umbria.

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