La Rete delle Breast Unit, la simulazione avanzata in chirurgia



La Rete delle Breast Unit, la simulazione avanzata in chirurgia

Una prova pratica di simulazione avanzata in chirurgia. E’ cominciato così il Congresso “La Rete delle Breast Unit”, presso la Scuola di Medicina. Gli specializzandi della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Università degli Studi di Perugia, tra loro anche tre mamme aspiranti chirurgo, si sono esercitati, assistiti dai loro tutor, con un simulatore di chirurgia avanzata per la laparoscopia. Gli specializzandi hanno eseguito degli interventi di appendicectomia, colecistectomia e ovariectomia, utilizzando questo strumento.
“E’ molto importante – ha spiegato il professor Antonio Rulli, direttore della scuola – perché è stata catalogata una carenza di specialisti e noi dobbiamo inserire nel mondo del lavoro questi specializzandi già dal quarto o quinto anno di corso. Un po’ come fanno i piloti che, prima di mettersi alla cloche devono avere, oltre a ore di volo vere e proprie, anche quelle fatte con il simulatore”.
Chirurgo donna o chirurgo maschio non fa alcuna differenza. Sono, infatti, più donne chirurgo e oggi erano presenti anche loro all’esercitazione.
Parlando della scuola di specializzazione il professor Rulli ha detto: “Sono tutte molto impegnative, occorre resistenza fisica e una manualità che bisogna acquisire e con questo simulatore si acquisisce facilmente”.
Il direttore della scuola di chirurgia ha evidenziato che si cercherà di organizzare un centro di simulazione a 360 gradi, anche con cadaveri.
Gli fa eco il professor Vincenzo Nicola Talesa che ha evidenziamo che non è più come un tempo: “grande taglio, grande chirurgo”. “Abbiamo seguito l’evoluzione dei tempi – ha detto -, le tecnologie sono sempre meno invasive, pertanto dobbiamo fare in modo che la chirurgia abbandoni i lunghi periodi di degenza che aveva un intervento a cielo aperto. Oggi con le tecniche mininvasive si riducono enormemente i tempi di ricovero e con un grande risparmio, sia dal punto di vista psicofisico del paziente, sia dell’assistenza sanitaria”.
L’attuale rettore dell’Università di Perugia si è impegnato molto per questa scuola di chirurgia e il professor Rulli, con tutta la sua squadra, lo ringrazia: “Noi siamo orgogliosi di far parte di questa primavera, nella nuova università, in cui respiriamo un’aria molto diversa, ma oltre all’aria e le parole, oggi cominciamo con i fatti. Questa è una sua creatura”.
Alla simulazione erano presenti tre mamme aspiranti chirurgo: Federica Caracchini da Città di Castello, Cristina Ricciardi della Calabria ma da anni residente a Perugia e Francesca Pennetti Pennella di Spoleto che hanno spiegato come si concilia la loro vita di mamma insieme a quella di chirurgo.
Il congresso, che si svolge in due giorni, è iniziato oggi (24 gennaio) con la prova prativa di simulazione avanzata in chirurgia. Nel pomeriggio i vari interventi dei relatori ospiti, gran parte ex specializzandi di Perugia che hanno spiegato la loro esperienza lavorativa.
Il congresso terminerà sabato 25 gennaio con una tavola rotonda che avrà lo scopo di arrivare a costituire una rete delle Breast Unit in Umbria con database comune, riunioni multidisciplinari in videoconferenza per tutta l’Umbria, con la donna al centro del sistema.

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