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Arrestata in flagranza reato per violazione codice navigazione

La capitana della nave Sea Watch, Carola Rackete, potrebbe essere trasferita in carcere e processata per direttissima. La comandante è stata infatti arrestata in flagranza di reato per violazione dell’ Articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra, che prevede una pena dai tre a 10 anni di reclusione. A Carola Rackete potrebbe essere contestato anche il tentato naufragio della motovedetta della Guardia di Finanza, speronata dalla nave durante la manovra di attracco.

 Sea Watch forza blocco,e’ in porto. Capitana arrestata

E’ precipitata nella notte la vicenda Sea Watch. La comandante Carola Rackete, dopo una lunga giornata in attesa di una svolta, invocando lo “stato di necessita’ ” per i 40 migranti a bordo, ha deciso di forzare il blocco delle motovedette e intorno all’ 1.50 la nave della ong tedesca, battente bandiera olandese, e’ entrata nel porto commerciale di Lampedusa. Poco dopo e’ salita la Guardia di finanza che alle 3 ha fatto scendere e ha portato via in auto la capitana che appare molto calma e determinata. E’ in stato d’ arresto per violazione dell’ articolo 1100 del codice della navigazione, che richiama il comportamento del comandante o dell’ ufficiale che commetta atti di resistenza o di violenza contro una nave da guerra nazionale, ed e’ punibile con la reclusione da tre a dieci anni. Entrare nel porto di Lampedusa anche senza le autorizzazioni “e’ stata una decisione dell’ equipaggio della Sea Watch” e non solo della capitana, ha detto l’ avvocato della Ong tedesca, Leonardo Marino. “Siamo orgogliosi del nostro capitano, ha agito nel modo giusto. Ha insistito sulla legge del mare e ha portato la gente al sicuro”, ha affermato il Ceo di Sea Watch, Johannes Bayer. Sulla banchina un massiccio cordone delle forze dell’ ordine. L’ ingresso della Sea Watch in porto dopo 17 giorni, con i suoi 40 migranti, era stato salutato da applausi, ma anche da contestazioni, con un gruppo di lampedusani guidata dalla storica esponente della Lega nell’ isola, Angela Maraventano, a urlava “Vergogna” anche all’ indirizzo dei cinque parlamentari a bordo. Rackete era gia’ indagata per favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina e violazione dell’ articolo 1099 del codice della navigazione contestato al comandante che non obbedisca all’ ordine di una nave da guerra nazionale. Sull’ isola e’ presente il procuratore aggiunto Salvatore Vella che aveva gia’ fissato l’ interrogatorio. “Sono passati quasi 60 ore da quando abbiamo dichiarato lo stato di emergenza. Nessuno ascoltava – ribadisce la Ong che spiega cosi’ la decisione presa – nessuno si e’ preso la responsabilita’ . Ancora una volta e’ toccato a noi portare in salvo 40 persone”.

Vincenzo Bianconi

Valerio Mancini

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