Inchiesta sanità, Bocci a processo, tribunale rinvia al 4 marzo

 
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Inchiesta sanità, Bocci a processo, tribunale rinvia al 4 marzo

«Ho deciso di difendermi nel processo, non ho mai pensato di difendermi dal processo, perché come ogni cittadino, affronto il processo con la massima serenità e anche con il massimo rispetto per la magistratura». E’ quanto ha detto l’ex segretario pd Gianpiero Bocci poco prima di entrare nell’aula del tribunale penale dove si è tenuta la prima udienza dell’inchiesta sui presunti concorsi manipolati all’Azienda ospedaliera. Per lui è scattato il giudizio immediato. Bocci, difeso dagli avvocati David Brunelli e Alessandro Diddi, è anche indagato per abuso d’ufficio che i sostituti procuratori della Repubblica, Mario Formisano e Paolo Abbritti gli contestano.

«Nella vita – ha aggiunto – non bisogna mai personalizzare le cose; serve rispetto dei ruoli».

Alla domanda imputati l’uno contro l’altro ha risposto? Non saprei, ho sentito ricostruzioni fantasiose anche oggi. Io penso a me stesso e a dover spiegare le ragioni per le quali affronto con serenità questo processo. «Io sono sempre stato un sostenitore dell’azione, della magistratura e quindi nel rispetto fino fondo perché nella vita bisogna sempre non personalizzare le cose. Bisogna avere rispetto dei ruoli, era giusto che mi sottoponessi con la dovuta correttezza e serietà, come ho fatto in tutto questo tempo».

L’ex sottosegretario dem non ha voluto invece parlare del Pd: «Lasciamolo stare e non mischiamo le cose. Oggi parliamo di giustizia, ho fiducia e come tutti i cittadini, non scappo dalla giustizia, ma affronto il processo e mi difendo nel processo». L’ex sottosegretario è entrato sorridente in aula, apparentemente sereno, ma con il volto a tratti teso ha affrontato la prima udienza.

La Regione Umbria si è costituita parte civile. Lo ha fatto nella prima udienza celebrata oggi. La costituzione di parte civile è stata decisa dalla Giunta, di centrodestra, su proposta della presidente Donatella Tesei. La Regione ha ritenuto – emerge dall’atto depositato al tribunale – che i capi d’imputazione contestati a Bocci “attengono reati concretamente lesivi” della “posizione e degli interessi” della stessa. In particolare le condotte contestate all’ex segretario del Pd “hanno prodotto una perdita di prestigio dell’Amministrazione, con discredito sul senso di imparzialità e sul corretto operare degli uffici, nonché hanno generato il timore di favoritismi e di pratiche scorrette nei concorsi pubblici”.

Nei confronti di Bocci si sono costituiti parte civile anche l’Unione consumatori e Cittadinanza attiva. Il tribunale in apertura di udienza ha respinto un’eccezione della difesa di Bocci che sosteneva l’indeterminatezza dei capi d’accusa.

Dopo l’ammissione delle parti civili, l’udienza è proseguita con l’esame di alcune eccezioni sollevate dalla difesa di Bocci. Relative all’ammissione di intercettazioni e utilizzo del Trojan e rilevazioni Gps. Il tribunale si è riservato e ha rinviato il processo al 4 marzo.

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