Inaugurazione anno giudiziario 2020, c’era anche il vicepresidente Csm ad anno giudiziario

 
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Inaugurazione anno giudiziario 2020, c’era anche il vicepresidente Csm ad anno giudiziario

«La Procura generale, accanto alle tipiche funzioni requirenti, svolge un compito di vigilanza e controllo sull’attività degli uffici requirenti del distretto. Questi compiti, non assistiti da un reale potere, sono stati declinati con l’obiettivo principale di sostenere, di agevolare il lavoro delle procure del distretto, oltre che dei magistrati della stessa Procura generale». Ha cominciato così il suo intervento, dopo i saluti, il procuratore generale, Fausto Cardella.

«L’esercizio dei poteri sostitutivi nei diversi casi di inerzia o di non esercizio dell’azione penale delle procure – ha detto – è stato limitato a pochissimi, sporadici casi e sempre preceduto da interlocuzione con il relativo ufficio. È stata completata la messa in sicurezza di tutti i principali edifici giudiziari del distretto, che sono stati dotati di strumenti idonei e di personale, in particolare la sede del tribunale civile di Perugia, che era stato teatro di un grave episodio delittuoso. Numerosi sono stati gli interventi che hanno consentito di evitare l’introduzione di oggetti vietati nei palazzi di giustizia».

Parlando della sicurezza ha ringraziato: «Le Prefetture di Perugia e Terni per il costante e determinante supporto che esse offrono per il mantenimento di un elevato livello di sicurezza, sia degli edifici, sia dei magistrati, nel contesto di una collaborazione istituzionale senza riserve. Gratitudine e ammirazione ai militari dell’Esercito Italiano, per il presidio agli uffici di Perugia e Spoleto».

E poi ancora: «Un ringraziamento all’Avvocatura del libero foro per aver saputo sopportare gli inevitabili disagi, connessi ai servizi di controllo e sicurezza, con comprensione e ai Consigli dell’Ordine di Perugia, Terni e Spoleto, i cui rispettivi presidenti saluto, anche per la costante disponibilità e attenzione, in tutte le sedi, a riprova che la collaborazione tra la magistratura e l’avvocatura non solo è auspicabile ma è concretamente possibile. La sicurezza, per tacere dell’efficienza del servizio, aumenterà, peraltro con consistenti risparmi di spesa, se andrà in porto, come da molti auspicato, il progetto della cosiddetta Cittadella Giudiziaria di Perugia, progetto che ha visto e vede impegnati: il Sindaco, le altre istituzioni territoriali, sostenuto anche dai rappresentanti sul territorio delle forze politiche. È proficua la collaborazione con la Regione dell’Umbria, anche nella sua articolazione della Scuola di Amministrazione Pubblica e si può confidare in una soluzione al problema delle REMS, che ha risvolti non secondari sulla sicurezza. Parimenti con il Comune di Perugia, col quale è stata appena rinnovata la convenzione che permette la veloce manutenzione dei nostri numerosi edifici. È stato istituito in Procura generale un servizio di intercettazioni telefoniche, in collegamento remoto, per le ricerche di latitanti».

«Per la sicurezza e per gli altri servizi di cui s’è detto, ma anche per l’analisi del flusso di informazioni proveniente dalle procure del distretto, per le avocazioni e le esecuzioni è determinante, e meritevole di elogio, l’attività degli ufficiali di polizia giudiziaria della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, anche di provenienza Forestale, della Guardia di Finanza, che prestano servizio alla Procura generale, del che sono grato all’intelligente sensibilità istituzionale del signor Questore, del signor Comandante la Legione Umbria dei Carabinieri, del signor generale Comandante la regione Umbria della Guardia di Finanza».

Ma la Procura generale ha difficoltà che di giorno in giorno si aggravano. Difficoltà, che originano dalla drammatica carenza di personale amministrativo, in tutti gli uffici del distretto: « In verità, su 605, tra dirigenti, funzionari, commessi, ausiliari giudiziari ed autisti, in organico nel distretto, risultano solo 485 effettivi. Questo il risultato – ha spiegato – dell’inconcepibile blocco delle assunzioni protrattosi per oltre venti anni, che ha stremato l’amministrazione della giustizia, e che la timida ripresa delle assunzioni non riesce nemmeno ad alleviare. Il mondo è cambiato e con esso anche l’amministrazione della Giustizia, che non ha solo bisogno di cancellieri, funzionari e dirigenti, che comunque mancano, ma anche di altre specialità, di ingegneri, di economi, di ragionieri, di legali esperti negli appalti, essendo oggi possibile orientarsi in tale complesso settore, talvolta, solo grazie alla collaborazione dell’Avvocatura dello Stato, cui va il mio ringraziamento. Per tacere di una propria, dedicata forza di polizia, che non può che essere la Polizia penitenziaria – cui va il mio riconoscente saluto – alla quale affidare parte dei compiti che oggi svolgono le altre forze di polizia, e anche la sicurezza passiva, con doppio vantaggio: nuovi posti di lavoro e risparmio di spesa».

Parlando poi dei protocolli ha elencato quelli stilati e quelli in via di definizione come quello dell’Omicidio stradale, la Violenza di genere, Prevenzione e contrasto all’abusivismo commerciale e alla contraffazione; è in fase di conclusione l’iter per la realizzazione nell’ospedale di Perugia di un reparto clinico di sicurezza, per ospitare i detenuti che necessitano di ricovero, con minor aggravio per il personale di custodia; reati ambientali; tratta di esseri umani».

E infine l’andamento del distretto parlando di criminalità organizzata, terrorismo, stupefacenti, reati contro la P.A., ambiente, patrimonio artistico e polizia giudiziaria.

CRIMINALITÀ ORGANIZZATA La presenza di organizzazioni criminali, essenzialmente di matrice ‘ndranghetista, nel distretto dell’Umbria trova conferma nelle indagini della Procura distrettuale di Perugia e in quelle di altre procure. L’allarme lanciato dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, ogni qual volta se ne presentava l’occasione, non era fuori luogo né eccessivo. Se le mafie, la ‘ndrangheta in particolare, hanno una insopprimibile tendenza ad espandersi, ad occupare territori, se ne è stata drammaticamente accertata la presenza inquinante in Lombardia, in Emilia Romagna e in altre nobilissime regioni, diverse e lontane dal luogo di origine, perché mai in Umbria no? Perché mai l’Umbria sarebbe dovuta restare indenne? La ricchezza della regione, anzi, unitamente ad una crisi economica generale ha costituito una indubbia attrattiva per le forze criminali, che speculano e traggono guadagni da questi fattori. La ricostruzione delle zone terremotate – ai cui abitanti porgo un solidale saluto – con il notevole giro di denaro che, prima o poi comporterà, resta un settore ad alto rischio di attività mafiosa. Tuttavia, pur con tutte le cautele del caso, sembra che l’infiltrazione criminale sia avvenuta, per il momento, con l’immissione di capitali nell’economia della regione, propaggini, ramificazioni di un centro criminale che ancora resta nelle zone di provenienza, come recenti indagini sembrano confermare. Mancano, infatti, chiari e costanti segni di radicamento sul territorio, quali le estorsioni, il pizzo ai negozi, i danneggiamenti. E mancano i segni di contaminazione al livello dei centri decisionali della Regione. Quando tali segni si sono manifestati, i responsabili sono stati individuati e neutralizzati dalle forze dell’ordine. Manca, soprattutto, l’omertà, manca la paura della gente a denunciare, manca la rassegnazione o la convenienza a subire le imposizioni mafiose da parte della sana e laboriosa gente umbra, che mostra di aver fiducia nello stato.

TERRORISMO Per quanto concerne la criminalità di matrice eversiva e terroristica si registra il consueto attivismo dell’ala più radicale della sinistra antagonista e dell’area anarchica, con componenti di quest’ultima che hanno preso parte alle iniziative di controinformazione e manifestazioni pubbliche in chiave anti-sistema. Il quadro della destra radicale ha continuato ad evidenziare una divisione interna, presentandosi nel complesso frammentata, priva di una progettualità condivisa e caratterizzata da una marcata competizione, tutti fattori questi che hanno precluso una più incisiva azione comune, nonostante l’esistenza di alcuni condivisi orientamenti sul- le tematiche di maggiore attualità. Nell’ultimo periodo, nel territorio del distretto, non si sono verificati significativi episodi delittuosi ascrivibili alle suddette aree, anche in ragione di un’attività di prevenzione e contrasto delle forze dell’ordine. Con riferimento, infine, alla minaccia rappresentata dal terrorismo collegato all’estremismo islamico di ispirazione jihadista, la progressione del conflitto in atto nell’area siro-irakena incrementa il pericolo rappresentato dalle attività di propaganda e proselitismo, di indottrinamento ideologico e addestramento operativo. La capacità attrattiva del messaggio jihadista, infatti, si pone anche in una prospettiva di forte valenza identitaria per quanti, specie tra gli immigrati di seconda e terza generazione, vivono situazioni di disagio e disorientamento sociale e culturale. Nell’ambito della comunità islamica in Umbria, dove si contano 22 associazioni culturali e luoghi di culto, non si registrano ambiti di diffusione di messaggi radicali e di rifiuto all’integrazione, né la presenza di zone, quartieri enclave ad esclusività etnica, che rappresenterebbero terreno fertile per il messaggio radicale islamico. Permane, tuttavia, il rischio legato a presenze di soggetti attestati su posizioni radicali, potenzialmente in grado di creare cellule di reclutamento, supporto ed instradamento di volontari verso il teatro di guerra siro-irakeno, non escludendo – in tale contesto – anche la possibilità di progettare azioni delittuose sul territorio nazionale, fino a oggi sostanzialmente scongiurate da attività di natura preventiva, e all’occorrenza repressiva, adeguate e tempestive.

STUPEFACENTI Il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti nel distretto costituisce l’attività principale di differenti e numerosi gruppi criminali che agiscono su entrambe le Province. L’importanza assunta nel narcotraffico dalla criminalità albanese e delle organizzazioni magrebine ha permesso alle organizzazioni, stabilmente insediate in Italia, di adottare modalità operative tipicamente transnazionali, commercializzando con i gruppi locali, ma mantenendo consolidati legami con formazioni balcaniche e altri pericolosi gruppi stranieri, principalmente di origine marocchina. Si evidenzia da parte dei gruppi criminali stranieri presenti ed attivi in questo capoluogo la modalità, ormai consolidata, di richiedere la manodopera per i singoli “viaggi” di approvvigionamento o per la vendita al dettaglio, di soggetti fatti arrivare direttamente dall’Albania ed utilizzati ad hoc per le attività illecite; soggetti non noti alle polizie e così più difficili da identificare. Inoltre sono stati documentati, grazie a specifiche attività con numerosi e ingenti sequestri di stupefacente eroina, cocaina e marijuana, in seno a procedimenti penali coordinati dalla locale DDA, alcuni dei quali ancora in atto, i canali di approvvigionamento dello stupefacente che arriva ai sodalizi criminali stranieri a Perugia sulle rotte del nord Europa, dall’Olanda, Germania, Milano fino a Perugia, per ciò che attiene alla cocaina; ovvero i canali albanesi relativi al traffico internazionale di eroina e marijuana; altra eroina, che arriva dal centro e dal Sud Africa, va verso il nord Europa e fino ai centri italiani, come Perugia. La marjuana segue il canale della rotta balcanica, ma anche la rotta Spagna, Roma, Terni, Spoleto, Perugia. Sporadiche le coltivazioni locali e di esigua entità. Gli spacciatori, presenti anche nei centri storici, di Perugia come di altre città nel distretto, sono oggetto di costante intervento delle forze dell’ordine. Ma l’attività di repressione da sola, non basta a contrastare un fenomeno, che ha cause profonde e richiederebbe una pluralità di interventi, come più volte segnalato. Tuttavia, benché lo spaccio di stupefacenti sia il principale fenomeno criminale del distretto, l’attività di prevenzione e repressione, combinate, sembrano aver sortito almeno il benefico effetto di ridurre le morti per overdose, potendosi registrare 5 decessi nel periodo 1/7/2018 – 30/6/2019, a fronte dei 13 decessi nel periodo 1/7/2017 – 30/6/2018.

REATI CONTO LA P.A. La vigilanza giudiziaria sui reati contro la Pubblica Amministrazione ha ricevuto impulso grazie all’utilizzabilità di sofisticati strumenti di captazione, che hanno permesso di disvelare vere e proprie manifestazioni di grave malcostume amministrativo, non trasmodante però -allo stato- in forme di corruzione particolarmente diffuse.

AMBIENTE In questo settore, la problematica maggiormente impegnativa, a livello di implicazioni in materia di sicurezza ambientale, è quella connessa alla gestione dei rifiuti speciali, anche pericolosi, di origine industriale. Talune imprese, mosse dal bisogno di ridurre i costi, connessi al regolare smaltimento dei rifiuti, danno vita a circuiti illeciti. In tali settori è possibile che si verifichi l’infiltrazione di soggetti coinvolti in organizzazioni malavitose, anche mafiose. Un importante riscontro investigativo è emerso dalla recente operazione del NOE Carabinieri dell’Umbria.

PATRIMONIO ARTISTICO Si registra un incremento dei furti di beni di natura ecclesiastica, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ancorché legato a un unico autore. I beni erano custoditi all’interno di Chiese, Cimiteri, piccoli Santuari, come sovente accade totalmente privi di particolari protezioni. L’attività investigativa dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale ha portato in molti casi alla individuazione dei colpevoli e al recupero della preziosa refurtiva. Non si riscontrano aree con maggiore presenza criminale rispetto ad altre, anche se, il territorio posto ai confini con la Regione Lazio e, ovviamente, i parchi o aree archeologiche più conosciuti, sono le zone più soggette al fenomeno del cd. “scavo clandestino”. Non si sono riscontrate, ad oggi, attività riconducibili a soggetti appartenenti ad associazioni criminali organizzate. Altresì, la problematica relativa al commercio di opere d’arte d’illecita provenienza, non risulta avere particolare incidenza sull’andamento delle azioni delinquenziali condotte dalla c.d. “criminalità diffusa” in ambito regionale.

POLIZIA GIUDIZIARIA Meritevole di elogio l’azione della polizia giudiziaria del distretto, condotta nel pieno rispetto delle regole processuali. Il supporto offerto alla magistratura è stato efficiente e senza riserve.

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