Il questore di Perugia, Giuseppe Bisogno, saluta la città



Il questore di Perugia, Giuseppe Bisogno, saluta la città
«Desidero porgere un saluto alla città di Perugia, alla Provincia, alla Regione, sono stato molto bene». Sono le parole del Questore Giuseppe Bisogno che questa mattina ha voluto salutare la stampa prima della sua partenza per Bari.

Il questore Bisogno è stato trasferito nella provincia pugliese. Al suo posto, giovedì 28 marzo, arriverà Mario Finocchiaro dalla questura di Messina. «Sono contento e soddisfatto – ha detto Bisogno – del lavoro che ho fatto con la grande famiglia della Polizia di Stato, con la squadra degli uomini e delle donne della Questura e di tutti i reparti della Polizia di Stato, ma ancor di più per la collaborazione che ho avuto dalla gente, che ringrazio per l’apprezzamento che ha sempre avuto nel lavoro delle forze dell’ordine, anche per la riconoscenza che ci ha sempre manifestato».

Parlando di risultati ha poi detto: «I risultati positivi che si sono raggiunti sono dovuti alla collaborazione istituzionale, al rapporto straordinario tra tutti gli uomini in divisa, tra tutte le articolazioni del complesso sistema della pubblica sicurezza, la regia straordinaria dei prefetti che si sono succeduti, da Raffaele Cannizzaro a Claudio Sgaraglia, con il vertice della magistratura, il procuratore Fausto Cardella, il procuratore Luigi De Ficchy e tutte le autorità giudicanti con gli enti locali, i sindaci e la governatrice. Credo – ha aggiunto – che la popolazione possa essere sufficientemente serena, perché lo Stato, le istituzioni, tutti coloro che si devono occupare di sicurezza, in questa città e provincia, lo fanno con grande professionalità e soprattutto con grande entusiasmo».

Parole anche per il cardinale e vescovo della Diocesi di Perugia-Città della Pieve, Monsignor Gualtiero Bassetti: «Ho avuto la fortuna di conoscere una personalità che credo possa essere considerata qualcosa di straordinario per questa provincia che è il cardinale Bassetti. Mi auguro tanto di poter conservare il più a lungo possibile anche il suo sorriso, le sue benedizioni e parole. Il cardinale non lo potrò mai dimenticare per come interpreta il ruolo pastorale e la delicatissima missione che svolge».

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