Il nuovo Papa è americano: Leone XIV succede a Francesco, rassegna del 9 maggio 2025

Robert Prevost eletto al quarto scrutinio: è di Chicago


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Robert Francis Prevost è stato eletto Papa con il nome di Leone XIV. È il primo pontefice nato negli Stati Uniti, scelto dal conclave al quarto scrutinio. Il suo annuncio, accolto da 150.000 fedeli in Piazza San Pietro, ha segnato un momento storico per la Chiesa cattolica, che vede per la prima volta un americano salire al soglio pontificio.

Il Corriere della Sera titola sull’“americano a Roma”, sottolineando la figura di un pontefice che guarda alla tradizione pur ponendosi come figura di continuità rispetto al pontificato di Francesco. Proveniente da Chicago, agostiniano, ex missionario in Perù, Leone XIV è stato fino a ieri prefetto del Dicastero per i vescovi. Il quotidiano evidenzia la sua formazione intellettuale, l’amore per la matematica e il tennis, e la vocazione per l’equilibrio tra popolo e gerarchia.

Il Tempo osserva come il nuovo Papa non si collochi nel solco dei conflitti tra il Vaticano e l’Occidente, ma punti a ricucire le divisioni. La sua elezione, seppure distante dai profili vicini all’ex presidente Donald Trump, ha ricevuto un commento positivo da quest’ultimo, che ha parlato di “grande onore” e manifestato l’intenzione di incontrarlo.

Il Messaggero pone l’accento sul primo appello di Leone XIV, dedicato alla pace, definita “disarmata e disarmante”. L’editoriale di Paolo Pombeni sottolinea la sfida del nuovo pontefice: portare avanti l’impronta sociale di Francesco con un linguaggio nuovo, senza esserne una mera continuazione. La sua elezione è vista anche come risposta alla necessità di unità tra mondi diversi.

Il Sole 24 Ore si concentra sulle implicazioni geopolitiche e sul contesto internazionale. Leone XIV viene presentato come un Papa “costruttore di ponti”, con un’attenzione particolare alla giustizia sociale e alle riforme in linea con l’azione del suo predecessore. Il quotidiano economico collega anche la nuova fase del Vaticano ai mutamenti nei rapporti globali, tra cooperazione USA-Europa e nuove sfide multilaterali.

Secondo La Stampa, il profilo del nuovo Papa incarna una “continuità nella discontinuità”. Dopo un gesuita, un agostiniano. La sua elezione segna il passaggio da un’epoca a un’altra, nel solco della sinodalità e della prossimità agli ultimi. L’editoriale evidenzia la volontà di rendere la Chiesa più partecipativa, con uno sguardo ai conflitti internazionali e all’inclusione delle donne nei ruoli decisionali.

L’Avvenire, quotidiano di ispirazione cattolica, parla di un pontefice “mite e potente”, figlio dell’America ma vicino agli emarginati del Sud globale. Viene ricordato il suo impegno missionario in Perù e la sua adesione convinta allo stile di Francesco. Il richiamo è al Vangelo della pace e a una Chiesa “in uscita”, missionaria e orientata al servizio.

Il Fatto Quotidiano definisce Leone XIV un “Papa sociale”, in linea con le sfide contemporanee, ma distante dalle logiche identitarie. La sua elezione viene interpretata anche come una scelta strategica per rilanciare l’universalismo cattolico in una fase segnata da nazionalismi e nuove polarizzazioni.

La Nazione di Firenze rileva la volontà del nuovo Papa di posizionarsi come alternativa ai populismi, evocando speranza per gli ultimi e opponendosi a visioni esclusive. Il suo primo discorso, misurato e intenso, è stato interpretato come messaggio di pacificazione globale.

Nel suo editoriale, Marco Girardo su Avvenire rimarca il ritorno di Pietro nel segno dell’unità. L’elezione di Prevost è il segnale di una Chiesa che cerca equilibrio tra innovazione e radici, con un’attenzione prioritaria alle fragilità e alle periferie del mondo. Il conclave avrebbe premiato la sua capacità di ascolto e la sua esperienza pastorale.

In San Pietro, la folla ha accolto con entusiasmo la fumata bianca e l’annuncio di un Papa venuto da lontano. Le reazioni politiche italiane, da Sergio Mattarella a Giorgia Meloni, hanno sottolineato il valore di un pontificato orientato alla solidarietà e all’attenzione ai deboli. Anche il mondo internazionale ha reagito: Ursula von der Leyen, pur senza riferimento diretto al nuovo pontefice, ha auspicato un rinnovato dialogo multilaterale.

L’elezione di Leone XIV si inserisce in un contesto globale di instabilità, in cui la Chiesa è chiamata a giocare un ruolo non solo spirituale ma anche diplomatico. La sfida per il nuovo pontefice sarà quella di mantenere la tensione evangelica in un mondo frammentato, rafforzando il messaggio di pace, unità e giustizia sociale.

Con la scelta di un Papa statunitense, il collegio cardinalizio apre una fase nuova per la Chiesa cattolica: una guida con radici occidentali ma con visione globale, capace di unire esperienze, culture e sensibilità in un pontificato che si preannuncia carico di attese.

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