I liberali a von der Leyen: “Non dia il parlamento per scontato”


Abbracci per Ursula von der Leyen, neo-eletta presidente della commissione europea. Si congratula con lei anche la sua premier Angela Merkel, che pure all’inizio aveva formalmente sostenuto un altro candidato.

Emmanuel Macron

@EmmanuelMacron

Félicitations @vonderleyen ! Aujourd’hui l’Europe a votre visage. Celui de l’engagement, de l’ambition et du progrès. Nous pouvons être fiers de l’Europe. Nous serons à vos côtés pour la faire avancer.

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“Oggi l’Europa ha il suo volto – scrive il presidente francese Macron su Twitter – Quello dell’impegno, dell’ambizione e del progresso”.

“Sono sorpresa perché non è stata eletta con un’ampia maggioranza, quindi non possiamo non notare come la presidenza inizi in un modo un po’ strano. Ma comunque ce l’ha fatta, è la nuova presidente. Personalmente, sono abbastanza contenta”, dice l’eurodeputata Tiziana Beghin del Movimento 5 Stelle, che ha sostenuto von der Leyen.

“Non so se potrà fare delle proposte concrete. Dipende molto dal parlamento europeo e dalla coalizione, la coalizione pro-Europa che supporterà la sua agenda politica”, dice l’ex primo ministro lituano, Andrius Kubilius, ora eurodeputato PPE.

I liberali, che sono vera sopresa dell’ultima tornata elettorale, avvertono la neo-presidente. Con i loro 108 seggi saranno l’ago della bilancia per molte decisioni del parlamento europeo.

“Non può dare il parlamento per scontato. Abbiamo grandi aspettative, vogliamo fatti non solo parole. Penso che l’avrà capito”, dice Katalin Cseh, eurodeputata ungherese del gruppo Renew Europe (liberali).

Dacian Ciolos

“Non le abbiamo regalato il nostro voto. Abbiamo discusso con lei e chiesto alcune condizioni e saremo molto vigili sul raggiungimento di questi obiettivi” aggiunge Dacian Ciolos, eurodeputato rumeno e capogruppo di Renew Europe, gruppo che conta 108 seggi e quindi sarà ago della bilancia per molte decisioni.

Auguri per il nuovo lavoro anche dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che assicura il sostegno dell’Italia, anche se uno dei due partiti al governo – la Lega di Salvini – non l’ha votata.

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