Tensione politica a Terni dopo la svolta improvvisa del sindaco
Il giorno successivo all’azzeramento della giunta comunale, Terni si risveglia in un clima sospeso, segnato da movimenti rapidi e silenzi pesanti. Gli assessori usciti di scena, convocati per un confronto lampo, hanno attraversato i corridoi istituzionali senza rilasciare dichiarazioni, lasciando che fosse il vicesindaco Riccardo Corridore a prendere la parola. Considerato fino a ieri uno dei punti di riferimento più solidi del sindaco a Palazzo Spada, ha difeso il lavoro svolto negli ultimi due anni e mezzo, definendolo «estremamente positivo per la città», pur riconoscendo che la decisione del primo cittadino punta a imprimere un’accelerazione politica.
### Lo scossone maturato nella riunione di maggioranza
La svolta è stata comunicata ufficialmente nel pomeriggio precedente, durante una riunione di maggioranza nel palazzo della Provincia di Terni, dopo che nelle chat interne di Alternativa Popolare erano già circolate indiscrezioni su un imminente terremoto politico. L’azzeramento è stato presentato come una scelta necessaria per ricalibrare l’azione amministrativa e correggere le criticità emerse nella gestione quotidiana della macchina comunale.
Corridore ha ribadito che la maggioranza «resta compatta» e che il sindaco dovrà procedere rapidamente per evitare un vuoto decisionale in una fase considerata strategica per diversi dossier cittadini. La settimana che si apre, ha spiegato, non può trascorrere senza un esecutivo pienamente operativo.
### Dieci giorni per ricostruire la squadra
Il sindaco ha assicurato che la nuova squadra sarà pronta entro dieci giorni. Le ipotesi più accreditate parlano dell’ingresso di assessori esterni, soluzione che permetterebbe di evitare ulteriori frizioni interne ad Alternativa Popolare e di ampliare il perimetro politico dell’esecutivo. Secondo diversi osservatori, sarebbe già in corso un dialogo con figure vicine al centrodestra, con un canale aperto anche verso la Lega.
L’obiettivo sarebbe quello di consolidare la tenuta amministrativa in una fase segnata da tensioni interne e da un crescente pressing delle opposizioni, che chiedono chiarezza sui prossimi passi e sulla direzione politica che il sindaco intende imprimere alla città.
### Le opposizioni attaccano: “Un licenziamento senza precedenti”
Le forze di minoranza hanno reagito con durezza, definendo l’azzeramento della giunta un «licenziamento senza preavviso» e un fatto «inedito per una città delle dimensioni di Terni». Secondo le opposizioni, la decisione rappresenta il riconoscimento implicito di un fallimento politico e amministrativo, e il sindaco dovrebbe «prendere atto della percezione che la città ha della sua figura» e consentire ai cittadini di tornare al voto.
Nel frattempo, Terni osserva con attenzione l’evolversi della situazione, in attesa di capire quali saranno le scelte definitive e quale volto avrà il nuovo esecutivo. Palazzo Spada si prepara a una delle fasi più delicate della sua recente storia politica, mentre la città attende risposte concrete e un quadro stabile dopo giorni di scosse improvvise.

Commenta per primo