Gianni Berengo Gardin, “Vera fotografia con testi d’autore” a Terni

 
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Gianni Berengo Gardin, “Vera fotografia con testi d’autore” a Terni
da Alessandro Laureti
TERNI – Ha raccontato un’epoca, accompagnato e a volte costruito una visione con le sue foto Gianni Berengo Gardin protagonista della mostra “Vera fotografia con testi d’autore” in programma da domani al 30 aprile presso i locali del Caos di Terni.

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In sessantanni di carriera, la vita del fotografo è stata caratterizzata anche da molti incontri, che in un certo senso sono all’origine di questa mostra. Ciascuna delle foto esposte è presentata da un protagonista dell’arte e della cultura, che ha commentato uno degli scatti scelti nell’immenso corpus fotografico di Berengo Gardin…

Gianni Berengo Gardin

Ha iniziato dal 1954 ad occuparsi di fotografia. Inizia la sua carriera di fotoreporter nel 1965, quando lavora per Il Mondo di Mario Pannunzio. Negli anni a venire collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali come Domus, Epoca, Le Figaro, L’Espresso, Time, Stern.

Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall’architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli hanno decretato il successo internazionale.[senza fonte] Molte delle più incisive fotografie pubblicitarie utilizzate negli ultimi cinquant’anni provengono dal suo archivio. Procter & Gamble e Olivetti più volte hanno usato le sue foto per promuovere la loro immagine. La sua amicizia con l’architetto Carlo Scarpa gli ha permesso di documentare alcune opere di quest’ultimo, come la tomba Brion vicino Treviso.

Berengo Gardin ha esposto le sue foto in centinaia di mostre in diverse parti del mondo: il Museum of Modern Art di New York, la George Eastman House di Rochester, la Biblioteca Nazionale di Parigi, gli Incontri Internazionali di Arles, il Mois de la Photo di Parigi, le mostre dei centri commerciali FNAC.

L’8 settembre 1981 si trova a Ulassai per documentare l’operazione Legarsi alla montagna di Maria Lai, un’operazione che segnerà negli anni a seguire un importante spartiacque dell’arte contemporanea[addirittura?!], alcune fotografie sue di quell’evento sono parte integrante della collezione del Museo Stazione dell’arte di Ulassai.

Gianni Berengo Gardin lavora in Italia e all’estero trascorrendo lunghi periodi a Roma, Parigi e in Svizzera.

Nel 2005 la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche gli ha dedicato una monografia della collana “Grandi Autori”. Nel novembre 2007 la FIAF ha editato la monografia “L’Abruzzo dei fotografi”, che ospita (anche in copertina) dieci sue immagini dell’Aquila con un’intervista. Nel dicembre 2007, in occasione del «Lucca Digital Photo Festival», ha esposto nella città toscana il suo ultimo lavoro: “Aiutiamo la Casa del Sole”.

Di notevole spessore i suoi scatti nello studio bolognese di via Fondazza del pittore ed incisore Giorgio Morandi (1890-1964), ripubblicati in una raccolta uscita nel gennaio 2009 a cura della casa editrice Charta. Sempre nel 2009 pubblica con Allemandi & C. Reportrait. Incursioni di un reporter nel mondo della cultura (con Flavio Arensi), in cui presenta oltre duecento ritratti inediti di artisti, intellettuali, scrittori, architetti. Nel maggio 2009 la Mostra omonima è ospitata ad Orta San Giulio (Novara). Sempre Allemandi pubblica un libro dedicato dal fotografo al lavoro di Mimmo Paladino.

Nel 2013 Berengo Gardin ha iniziato una collaborazione con It@rt, prestando le sue fotografie alla creazione di t-shirt in edizione limitata e certificate dall’artista stesso.

Gianni Berengo Gardin vive a Milano ed è membro dell’agenzia fotografica Contrasto dal 1990 ed è inoltre membro del circolo “La gondola” di Venezia[1].

 

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