Gastronomia Umbra, continua la mobilitazione, i licenziamenti non rientrano

 
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Gastronomia Umbra, continua la mobilitazione, i licenziamenti non rientrano

I licenziamenti restano e di conseguenza prosegue anche la mobilitazione dei lavoratori di Gastronomia Umbra, azienda del settore alimentare di Taverne di Corciano (Pg), che nei giorni scorsi, in piena emergenza coronavirus, ha fatto recapitare ai suoi dipendenti, alcuni anche con 35 anni di anzianità aziendale, una lettera di licenziamento in tronco. La proprietà, come ha esplicitato apertamente, vorrebbe esternalizzare l’intero ciclo produttivo ad una cooperativa, quindi sostituire i propri lavoratori storici con altri, pagati molto meno e con meno diritti.

“Ci aspettavamo di più da questo incontro in Regione – commenta Michele Greco, segretario generale della Flai Cgil dell’Umbria che oggi ha partecipato al tavolo con l’assessore Michele Fioroni – invece siamo usciti con un nulla di fatto.
Da domani credo che dovremo alzare il livello della mobilitazione, per coinvolgere sempre di più il territorio e la collettività. L’azienda – continua Greco – batte sempre sullo stesso tasto, ovvero il voler tagliare il costo del lavoro per una non meglio specificata crisi di liquidità, le cui motivazioni, visto che il lavoro non manca e non si è mai fermato, non sono chiari”.
Intanto però la solidarietà nei confronti dei lavoratori di Gastronomia Umbra cresce: dal sindacato degli attori (Sai-Slc Cgil) che ha manifestato la sua vicinanza con una nota, fino agli addetti della grande distribuzione, che hanno registrato messaggi video per i loro colleghi licenziati, è unanime la condanna dell’operato aziendale. Quindi, la battaglia per far rientrare i licenziamenti continua.

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