Fumata nera in Sistina, nessun papa, rassegna stampa dell’8 maggio 2025

Cardinali divisi, attesa per le votazioni decisive




Il primo giorno di conclave si è concluso senza l’elezione del nuovo pontefice. La fumata nera è apparsa sopra la Cappella Sistina nel tardo pomeriggio di mercoledì, diverse ore dopo l’ingresso dei 133 cardinali elettori. L’esito del primo scrutinio, giunto in ritardo, ha confermato l’assenza di un’intesa e ha rinviato ogni decisione alle successive votazioni previste per oggi.

Il Corriere della Sera ha aperto l’edizione con la notizia del nulla di fatto, sottolineando la lunga attesa che ha preceduto il fumo nero. La giornata di oggi prevede quattro votazioni, due al mattino e due al pomeriggio, in un ritmo serrato che potrebbe portare rapidamente a un esito definitivo, qualora emergesse una convergenza significativa.

La prima giornata è stata segnata da un clima di incertezza. Secondo La Stampa, tra i cardinali si starebbe delineando una possibile intesa tra il segretario di Stato Pietro Parolin e il filippino Luis Antonio Tagle, indicati come esponenti di due aree capaci di coagulare ampi consensi. Tuttavia, le divisioni interne sembrano persistenti, con più candidati in lizza e una sostanziale frammentazione dei consensi.

Il Giornale dell’Umbria ha parlato di una “fumata nera con giallo”, riferendosi ai tempi incerti con cui è stato annunciato l’esito dello scrutinio. In piazza San Pietro, secondo varie fonti giornalistiche, si sono radunati circa 50.000 fedeli, molti dei quali rimasti fino a tarda sera in attesa del segnale fumoso.

La stampa nazionale ha dato ampio spazio al conclave, accostando la tensione vaticana a quella geopolitica internazionale. Il Messaggero di Roma ha evidenziato i parallelismi tra l’instabilità in Vaticano e quella tra India e Pakistan, dove un recente raid aereo indiano ha riacceso lo scontro, spingendo le autorità pakistane a parlare apertamente di “atto di guerra”.

Sul fronte italiano, le prime pagine si sono divise tra la copertura del conclave e la politica interna. Il Riformista ha titolato “Nera la prima”, riferendosi tanto alla fumata quanto allo stallo politico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo quanto riportato da La Nazione di Firenze, ha ribadito l’impegno a portare la spesa per la difesa al 2% del PIL, rilanciando la proposta del ritorno alle preferenze nella legge elettorale. Uno scontro aperto con le opposizioni e con l’ex premier Matteo Renzi, che ha criticato la manovra.

Anche Il Fatto Quotidiano ha dedicato ampio spazio al conclave, definendo il nuovo papa come colui che dovrà “suonare la coscienza” del mondo, in continuità ma anche con rinnovato slancio rispetto al pontificato di Francesco. In un articolo firmato da Marco Travaglio, si sottolinea la portata storica del momento, in un contesto globale segnato da conflitti, emergenze climatiche e crisi dei diritti civili.

Alcuni giornali, come Il Tempo, riportano indiscrezioni su un possibile ticket tra Parolin e Tagle, sostenuto da settori moderati. Tuttavia, l’esistenza di blocchi contrapposti, legati anche a dinamiche continentali e culturali, rende il quadro ancora incerto. Fonti vaticane parlano di trattative intense, ma nella più assoluta riservatezza, come previsto dal giuramento dei cardinali.

Nel frattempo, la speculazione mediatica si concentra sui profili dei candidati. Oltre ai già citati Parolin e Tagle, emergono i nomi del canadese Marc Ouellet, dell’africano Peter Turkson, e dell’argentino Victor Fernandez. Le dinamiche interne al conclave, tuttavia, restano opache, come sempre avviene in queste circostanze.

Da Milano a Firenze, i quotidiani locali raccontano anche il lato popolare dell’attesa. Tra i fedeli, si respira una miscela di speranza e tensione. Alcuni vedono in questa fumata il segnale di un dibattito aperto e complesso. Altri auspicano una rapida elezione, anche per affrontare le sfide pastorali e sociali lasciate aperte dal predecessore.

Nel frattempo, crescono anche le ipotesi su una maggiore apertura alle istanze progressiste, con il quotidiano Domani che riporta commenti su un possibile papa “riformatore” o addirittura donne coinvolte nei ranghi più alti del governo ecclesiale, anche se l’ipotesi di un pontefice donna resta simbolica e non canonica.

La tensione, come riportato da Il Sole 24 Ore, si riflette anche sulle finanze vaticane, con analisti che ipotizzano che la scelta del nuovo pontefice possa incidere sull’afflusso di donazioni e investimenti nel medio periodo. Secondo lo stesso quotidiano, la Santa Sede potrebbe avviare nuove politiche di trasparenza economica, a seconda dell’indirizzo pastorale e strategico del nuovo papa.

Oggi, giovedì, il conclave prosegue con quattro nuove votazioni. In caso di fumata bianca, il nuovo papa si affaccerà dalla Loggia della Basilica per il tradizionale “Habemus Papam”. In caso contrario, la ricerca di un’intesa proseguirà. Tutti gli occhi restano puntati sul comignolo della Sistina.

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