Flash mob a Perugia per il futuro dell’informazione, intervista a Marco Baruffi

 
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Flash mob a Perugia per il futuro dell’informazione, intervista a Marco Baruffi

Un lavoro esposto a nuovi rischi e che ha bisogno di nuove opportunità. Per portare all’attenzione tutte le problematiche del mondo dell’informazione anche Perugia si è unita alle piazze italiane dove questa mattina i giornalisti hanno manifestato con un “flash-mob”.

Promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana, la mobilitazione punta a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni “sul profondo stato di difficoltà in cui si trova il sistema dell’informazione, vittima di leggi retrograde e di una crisi economica senza precedenti, che mette a repentaglio posti di lavoro e sopravvivenza delle testate”. Da Perugia – dove l’Associazione Stampa Umbra, con l’adesione dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, ha convocato i giornalisti in piazza Italia – si è chiesto in particolare lo sblocco della legge regionale a sostegno dell’informazione, ferma al palo, con un invito che è stato rinnovato alla Giunta regionale: “I giornalisti – ha ricordato il presidente dell’Asu Marco Baruffi – attendono ancora che la Regione finanzi la legge a sostegno del sistema dell’informazione dichiarata pienamente legittima dalla Corte Costituzionale dopo l’impugnazione del Governo. Non ci sono più ostacoli al finanziamento di questa legge”.

Al termine della manifestazione i rappresentanti dell’Asu hanno poi consegnato al prefetto di Perugia un documento. Posti di lavoro cancellati, la divisione dei periodici ormai al capolinea, precariato, sfruttamento, uso reiterato degli ammortizzatori sociali con conseguenti tagli alle retribuzioni, concentrazioni che cancellano il pluralismo, querele bavaglio, “drammatica” situazione previdenziale dell’Inpgi, legge sull’equo compenso, abolizione del carcere per i cronisti: sono questi i temi principali che sono stati ricordati, oltre “all’emergenza umbra” della legge regionale per l’editoria, con Asu e Ordine che hanno ribadito la richiesta alla Regione “di dare un segnale di attenzione a un settore che nella pandemia ha dimostrato il proprio insostituibile ruolo di servizio pubblico essenziale”. “Informazione è democrazia” è stato lo slogan più frequente. Alla mobilitazione sono intervenuti anche alcuni parlamentari umbri.

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