Fiaccolata a Perugia, Gender, famiglie dicono no alla legge contro omofobia

La partecipazione popolare è il sale della democrazia

 
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Fiaccolata a Perugia, Gender, famiglie dicono no alla legge contro omofobia PERUGIA – Ieri sera oltre 500 papà e mamme con i loro figli hanno partecipato ad una grande fiaccolata per le vie del centro storico di Perugia. La manifestazione voleva ribadire il NO delle famiglie umbre alla legge regionale 15 bis che martedì prossimo sarà discussa all’assemblea legislativa umbra.

Hanno aderito alla manifestazione molte sigle dell’associazionismo cattolico e laico, dal Movimento per la vita all’associazioni Famiglie Numerose, ed alcune realtà di altre confessioni tra cui alcuni esponenti del mondo islamico e la comunità evangelica rumena, il cui portavoce ha anche letto un comunicato di appoggio alle motivazioni dell’evento. Sotto le mentite spoglie della lotta alle discriminazioni sta in realtà passando una legge ispirata alla ideologia GENDER.

I giovani e i bambini potranno scegliere liberamente il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere e i genitori, secondo quanto riporta l’art. 7 della proposta di legge, dovranno ricevere l’indottrinamento gender delle ASL e delle associazioni gay, ovvero saranno considerati un ostacolo e saranno “rimossi”.

Anche altri passaggi della normativa in corso di approvazione sono stati duramente criticati dai manifestanti. In particolare – secondo quanto dichiarato dall’avv. Simone Pillon, responsabile nazionale del comitato “difendiamo i nostri figli” organizzatore dei due Family day e tra i promotori della fiaccolata – non possiamo accettare questo indottrinamento privo di basi scientifiche e contrario alla realtà e alla naturalità delle relazioni umane.

Spetta alle famiglie educare i figli, e ogni bambino ha il diritto di crescere sotto la cura educativa di suo padre e di sua madre, e non certo delle associazioni gay.

Anche la libertà di impresa subirà un duro colpo visto che il costituendo osservatorio regionale potrà sindacare anche la vita interna delle aziende e denunciare quelli che potranno arbitrariamente definire quali atti di omofobia. E’ infine vergognoso che la regione faccia saltar fuori 40 o 50 mila euro per finanziare le organizzazioni gay quando ci sono famiglie terremotate che ancora attendono una casa.

E’ assurdo che la maggioranza che governa la regione – votata anche da molti cattolici – sia ora schiava delle lobby omosessualiste. Proprio il Santo Padre Francesco ha usato parole durissime contro il gender, definendolo “colonizzazione ideologica e sbaglio della mente umana”. Speriamo che il buon senso sostenga le istituzioni Umbre e le convinca a fermare questa proposta.

In ogni caso – conclude Pillon – qualora venisse approvata – inviteremo le famiglie, gli insegnati, i dipendenti pubblici e gli imprenditori a dichiarare obiezione di coscienza sull’intero impianto normativo. Martedì 4 alle ore 11,30 saremo presenti ai lavori del consiglio regionale e prenderemo buona nota degli interventi e dei voti.

Al momento delle elezioni state pur certi che le famiglie si ricorderanno dei consiglieri regionali e dei partiti che avranno appoggiato questa pericolosa ideologia genderista e di quelli che, viceversa, avranno lavorato direttamente o indirettamente per fermarla. La partecipazione popolare è il sale della democrazia. #Mariniciricorderemo

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