Elezioni Umbria, Matteo Salvini a Gubbio presenta la squadra di Tesei



Elezioni Umbria, Matteo Salvini a Gubbio presenta la squadra di Tesei

«Una grande squadra che parteciperà a questo progetto unico, incredibile e importante. Noi vogliamo ricostruire il futuro di questa regione privata del presente di una prospettiva per il futuro. Ad un certo punto si è fermato tutto. I dati ci consegnano questa regione a livelli allarmanti: il pil è sceso in maniera vertiginosa, stiamo scivolando tra le ultime regioni di Italia, la disoccupazione è aumentata, i nostri giovani sono costretti a lasciare questa nostra bella terra per andare a cercare lavoro fuori». Lo ha detto Donatella Tesei, candidata alla presidenza dell’Umbria alle regionali 2019. Lo ha fatto in un teatro pienissimo, quello di Gubbio. Era presente anche il segretario generale della Lega, il senatore Matteo Salvini.

Una serata importante quella di Gubbio. Sono stati presentati infatti i candidati alle regionali della Lega a sostegno della Tesei. E’ Valerio Mancini, presidente uscente del Gruppo in Assemblea legislativa, il capolista.

«Siamo i primi a presentare la lista» – ha sottolineato il segretario umbro della Lega Virginio Caparvi. «Persone libere – ha aggiunto – che non devono chinare la testa davanti a nessuno. Non vogliamo sostituire il potere della sinistra con quello della Lega ma rendere liberi gli umbri». Prima della presentazione dei candidati Salvini si è concesso una battuta, chiedendo ai presenti in teatro di occupare tutti i posti a sedere disponibili per permettere ai sostenitori rimasti fuori di poter entrare. «Non lasciate poltrone libere – ha scherzato – altrimenti arriva qualcuno del Pd e la occupa».

«Questo è un governo che non avrebbe dovuto neanche nascere, un governo abusivo che non rappresenta l’Italia e gli italiani. Lavoriamo perché tanto prima o poi ci mandano alle elezioni e toccherà a noi. Io sono un uomo felice – ha detto rispondendo ai giornalisti – non farei mai a cambio con Conte, con Renzi e con Di Maio. Gli lascio le poltrone prese con indegnità e aspetto il giudizio degli italiani».

Vincenzo Bianconi

Valerio Mancini

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