Dopo l’assoluzione di Umberto Bindella parla Anna Marra la sorella di Sonia la studentessa pugliese

La mia vita si è fermata quando hanno interrotto quella di mia sorella

 
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Dopo l’assoluzione di Umberto Bindella parla Anna Marra la sorella di Sonia la studentessa pugliese

«Non avremo mai pace. Senza giustizia non c’è pace». Così la sorella di Sonia Marra, Anna, dopo l’assoluzione in Corte d’Assise d’Appello di Umberto Bindella, unico indagato per la morte e l’occultamento di cadavere della studentessa 24enne di Specchia.

Anna, in una intervista rilasciata alla Nazione Umbria dice che si batte da allora per conoscere la verità, per sapere cosa sia accaduto alla sorella. «Sonia è stata uccisa da qualcuno di cui si fidava, che conosceva. E chi l’ha uccisa ha fatto sparire il corpo. Ed è questa la cosa che tormenta di più me e la mia famiglia».

La sorella ha poi raccontato alla Nazione: «Sonia non si è allontanata di sua volontà, non lo avrebbe mai fatto. Viveva a Perugia da sola, perché andarsene? E poi non avrebbe lasciato nella disperazione la sua famiglia, ci amava troppo. Sonia aveva qualcuno di cui si fidava e quel qualcuno l’ha tradita uccidendola».

E infine «La mia vita si è fermata quando hanno interrotto quella di mia sorella. All’inizio pensavo di poterla portare a casa. Poi è successa una cosa, in una cappellina di Monteripido: mi rivolgevo a Gesù, in quei giorni e gli chiedevo di darmi un segnale, un’indicazione, qualcosa. In uno di quei momenti di preghiera ho visto mia sorella distesa sull’altare, morta con le braccia al petto e tre fiori in mano. Sopra di lei c’erano tre figure: una ero io, più vecchia, più stanca. Come sono ora. Quella volta, in realtà, ho avuto una risposta. Una risposta di morte».

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