Donatella Tesei in intervista sulle priorità di Confidustria Umbria



Donatella Tesei in intervista sulle priorità di Confidustria Umbria

Confindustria Umbria incontra i candidati: le priorità dell’industria umbra

Lo sviluppo dell’economia regionale ha come pilastro fondamentale la centralità dell’ industria.

L’ industria è sempre stata il motore della creazione e della distribuzione della ricchezza a fasce sempre più ampie di cittadini.  L’ industria è al centro di un complesso ecosistema che favorisce e unisce in modo virtuoso le realtà economiche e sociali del territorio e rappresenta, insieme all’ arte, alla cultura e al paesaggio, il valore identitario della nostra Regione.

Azioni di politica industriale che a livello regionale possono aumentare la competitività del nostro territorio:

  1. INFRASTRUTTURE.  In questi ultimi mesi è stato avviato un positivo processo di ripresa degli investimenti (circa 600 milioni) in infrastrutture e manutenzione delle reti.  La semplificazione e lo snellimento delle procedure sono essenziali: i tempi restano estremamente lenti e le  procedure di esecuzione  dei lavori sono eccessivamente complesse.

Nel breve termine i due assi principali, ferroviario ed aeroportuale, vanno ulteriormente sviluppati. Il collegamento ad Alta Velocità (attualmente Perugia e Chiusi) va rafforzato con nuove tratte al fine di incrementare i collegamenti veloci con le grandi direttrici di comunicazione del Nord Italia. L’ aeroporto deve rappresentare una infrastruttura fondamentale per l’economia regionale non solo dal punto di vista della attrazione turistica ma soprattutto sul piano del collegamento della regione con i principali hub europei. Gestione manageriale e risorse per aumentare i collegamenti.

  1. FORMAZIONE. Il capitale umano è il reale valore dell’industria. In Umbria c’è un tasso di disoccupazione elevato, specialmente tra i giovani, e allo stesso tempo le imprese non trovano personale adeguato ai nuovi modelli di produzione soprattutto in chiave Industria 4.0. Gli ottimi risultati raggiunti da ITS Umbria Academy in termini di capacità formativa e di placement, da anni al vertice della classifica nazionale, dimostrano la validità di questo modello di istruzione terziaria professionalizzante e la lungimiranza di aver scelto un unico istituto regionale. Si tratta ora di inserire questa azione formativa in un progetto ambizioso di medio lungo termine, superando l’attuale precarietà delle risorse legate a bandi annuali regionali. Con adeguati investimenti finanziari, l’offerta formativa va rafforzata triplicando nel prossimo quinquennio il numero degli iscritti (attualmente circa 300) e ampliando la tipologia dei corsi. Evitare la costituzione di altri ITS con l’ obbiettivo di concentrare le risorse regionali e nazionali.
  2. PA EFFICIENTE. L’efficienza della pubblica amministrazione è un altro elemento chiave per l’attività di impresa. La regolamentazione regionale vigente va necessariamente adattata al contesto produttivo contemporaneo prevedendo regole chiare e tempi certi. L’ambiente è un esempio fondamentale che va tradotto non in un vincolo ma in un’opportunità. Il lavoro di semplificazione delle norme e procedure, già avviato con Arpa e Regione , va completato sia sul piano autorizzativo che su quello delle misure di controllo. Sul modello di quanto fatto nelle aree più avanzate del Paese, va realizzato un progetto complessivo che coinvolga imprese, cittadini e istituzioni e valorizzi le migliori pratiche. In questo ambito, sarà di fondamentale importanza sviluppare le iniziative in tema di economia circolare.
  3. RICOSTRUZIONE A tre anni dal sisma, si è conclusa la fase emergenziale ma la ricostruzione stenta a partire. Sono ancora troppo pochi i cantieri conclusi: circa cento per danni leggeri e solo sei per i danni gravi. Il primo problema  è rappresentato da una selva di regole e procedure (ben 81 ordinanze del Commissario Straordinario) che rendono difficile per gli operatori economici  restare aggiornati ed orientarsi con sicurezza. Servono dunque misure per semplificare e velocizzare gli affidamenti e far partire i cantieri naturalmente nel rispetto della trasparenza e della legalità. L’altro aspetto che va considerato è la mancanza di un progetto ambizioso di sviluppo economico per questi territori. Per fare risorgere queste aree occorre invertire il trend di spopolamento investendo risorse adeguate per un rilancio dell’ edilizia, per consolidare le attuali aziende e favorire nuovi insediamenti economici e per riqualificare le infrastrutture. Un esempio virtuoso in tema di occupazione è rappresentato dalle imprese del settore agroalimentare che in questi anni hanno saputo affrontare e superare le tante difficoltà ma che addirittura oggi faticano a trovare collaboratori. Gli investimenti sulla manutenzione e la realizzazione di infrastrutture materiali e immateriali sono indispensabili per favorire l’inclusione e fare in modo che non esistano più territori definiti marginali.
  4. INNOVAZIONE. Il nostro tessuto industriale deve posizionarsi sempre meglio su segmenti di mercato a più alto valore aggiunto.   Da questo punto di vista sarà fondamentale la destinazione delle risorse della programmazione europea 2021-2027. Impegno del mondo della ricerca e dell’ industria ma soprattutto della Regione e delle sue Agenzie di sviluppo dovrà essere l’individuazione delle aree tecnologiche per trainare lo sviluppo dell’ economia regionale. Altro obiettivo fondamentale per favorire i processi di innovazione realizzati da reti imprese è rappresentato dal rifinanziamento dei Bandi per Progetti Complessi e per Ricerca ed Innovazione. Si tratta di rifinanziare in modo adeguato nei prossimi anni tali misure ma soprattutto di favorire l’ adozione di modelli valutativi che  privilegino la comparazione qualitativa dei progetti.  Altro elemento chiave di una politica industriale regionale è costituito dalla strategia per la digitalizzazione delle imprese. In questo senso, va realizzato un mix di strumenti che possano favorire l’ evoluzione digitale delle imprese:  incentivi per gli investimenti in tecnologie abilitanti, voucher per la valutazione della maturità digitale,  agevolazioni per consulenza specialistica.
  5. INTERNAZIONALIZZAZIONE. Per favorire la crescita dimensionale delle imprese è fondamentale il rafforzamento dei processi di internazionalizzazione. E’ necessario rafforzare l’ azione di promozione dell’ export mettendo a sistema le risorse oggi gestite in modo non coordinato da diversi soggetti (Regione, Agenzie di Sviluppo). Maggiore spazio operativo va dato alle iniziative di PPP (Private-Public-Partnership) valorizzando anche il ruolo di Agenzie Private quale soggetti coordinatori a cui affidare la gestione tecnica dei progetti.
  6. FINANZA E CREDITO.  La bassa patrimonializzazione e l’ eccessiva dipendenza dal credito bancario sono gli elementi che caratterizzano la struttura finanziaria di molte imprese in Umbria. La Regione, anche attraverso l’ azione delle Agenzie regionali, dovrà favorire  il  ricorso a forme di finanza alternativa. In particolare, sul modello positivo adottato da altre regioni e coinvolgendo istituzioni finanziarie, potranno essere realizzate importanti iniziative quali operazioni di Basket Bond e Fondi di Investimento Alternativo a vocazione territoriale.
  7. SANITA’ PRIVATA. La sanità privata in Umbria esprime un alto livello di qualità.  La collaborazione tra sistema pubblico e privato è un elemento di crescita del sistema sanitario regionale nel suo complesso.  In questo ambito, vanno previsti accordi per ridurre la mobilità passiva dei pazienti, per allungare le durate contrattuali  ed ampliare i campi di lavoro congiunto. Va inoltre valorizzato con adeguati strumenti finanziari il tessuto industriale che opera nel vasto campo del biomedicale e che realizza importanti investimenti nel settore della ricerca e della innovazione.

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