Diana Krall suona per Umbria Jazz all’Arena Santa Giuliana

Diana Krall suona per Umbria Jazz  all’Arena Santa Giuliana

“Turn up the quiet”, è un’altra delle magie di Diana Krall. L’album – l’ultimo tra le sue produzioni – è stato al centro dell’offerta musicale della songwriter canadese che questa sera si è esibita ad Umbria Jazz, sul palco dell’Arena Santa Giuliana. Krall con sé due musicisti davvero speciali, entrambi in simbiosi profonda con quella che è la linea musicare della pianista. E parliamo del sassofonista di Cleveland, Joe Lovano e del chitarrista Marc Ribot. Ottima anche la sezione ritmica composta da Robert Hurst al basso e Karriem Riggins alla batteria.

Un album che ha sancito il ritorno della pianista canadese, al real book, il ritorno agli standard con il disco prodotto dal grande Tommy LiPuma, scomparso, purtroppo, prima di poter vedere nascere quest’ultima creatura.

Quel modo, quasi sussurrato di cantare

Un ritorno importante per Diana Krall, a circa otto anni da “Quiet Nights”, sulla linea musicale che, in realtà, l’ha resa celebre. Quel modo, quasi sussurrato di cantare, quel pianismo raffinato, colto, mai banale anche se non virtuosistico.  E la firma del ritorno si sente tutta sulle undici tracce di Turn up the quiet.

Un’atmosfera intima e romantica

Gli undici brani del disco sono suonati in trio, quartetto o quintetto, a volte con l’aggiunta degli archi, ma sempre con una veste raffinata ed elegante. La Krall ci tiene a mantenere per tutto il disco un’atmosfera intima e romantica a –  partire dal primo brano “Like someone in love” – grazie alla sua voce sussurrata e sensuale e al suo fraseggio ormai celebre.

Ai brani arcinoti come “Night and day” , “L-O-V-E” e “Isn’t it romantic” si alternano pezzi meno conosciuti come “I’m confessin’ that I love you”, “Moonglow” e “No moon at all”. I musicisti che accompagnano la Krall – dal double bass Christian McBride ai suoi usuali collaboratori, tra cui Russel Malone  alla chitarra e Anthony Wilson alla batteria – sono straordinari ma non prevalgono mai sulla loro leader, mantenendo piano e voce sempre centrali.

Il disco si conclude con la dolcissima “I’ll see you in my dreams” , in cui il solo del violinista Stuart Duncan impreziosisce un disco perfetto per una cena a lume di candela, perché Diana Krall – sebbene considerata un po’ stucchevole dai puristi del jazz – è sempre garanzia di classe ed eleganza.

Perugia, con Umbria Jazz, è la prima delle quattro tappe, il 16 il gruppo sarà al Parco della Musica a Roma, il 17 in Croazia e il 18 in Germania. Come cantante è l’unica nel jazz ad aver vinto finora tre Grammy Awards e otto Juno Awards, conseguito nove dischi d’oro, tre di platino e sette multi-platinum e ad aver debuttato, con nove dei suoi album, in cima alla Billboard Jazz Albums.

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