Coronavirus, Wuhan deserta, villaggi cinesi stanno chiudendo la porta

 
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Coronavirus, Wuhan deserta, villaggi cinesi stanno chiudendo la porta

“Se siete qui, non andatevene. Se se ne sono andati, non fateli tornare”. Con regole come questa, magari a livello informale, molti villaggi cinesi stanno chiudendo la porta a chi viene da fuori, per il pericolo della diffusione del coronavirus, che ha provocato gia’ oltre seimila casi di contagio in Cina e piu’ di 130 morti. Succede in posti anche lontani dalle aree sottoposte a quarantena nello Hubei, epicentro dell’ epidemia, come sei villaggi dello Hebei, la provincia che circonda la capitale, Pechino.

Gli abitanti di un villaggio vicino a Baoding, Xikangzhuang, hanno costruito un muro proprio per evitare l’ arrivo di persone da fuori, mentre a Shunyi, alle porte di Pechino, membri del comitato di villaggio sono stati ripresi dall’ agenzia Reuters mentre fanno la guardia, con la mascherina sul volto, per controllare chi entra e chi esce. Gli abitanti, invece, si dicono pronti all’ auto-sostentamento, con abbondanza di verdure e di riserve di carne di maiale congelata.

E altrove, per evitare l’ arrivo di forestieri, video diffusi on line mostrano strade distrutte per bloccare le automobili. La paura del contagio non porta solo a forme di quarantene auto-imposte e all’ erezione di barriere fisiche, ma provoca fenomeni ancora piu’ sgradevoli, come la delazione. A Zhengding, sempre nello Hebei, vengono offerte ricompense fino a mille yuan (circa 130 euro) a chiunque dia informazioni credibili su chi non e’ regolarmente registrato presso le autorita’ locali o abbia legami con la citta’ di Wuhan, da dove si e’ diffusa l’ epidemia di polmonite da coronavirus.

Anche nel cuore della capitale, nel distretto pechinese di Dongcheng, residenti citati dall’ agenzia britannica incoraggiano apertamente lo scambio di informazioni: chi, proveniente da Wuhan, si trova nella capitale, come una studentessa di 23 anni dell’ Universita’ di Pechino di cognome Wang, si ritrova sola, evitata da tutti, e senza la possibilita’ di tornare dalla famiglia, rimasta nella citta’ isolata. A Wuhan, intanto, c’e’ anche chi, per fuggire dalla “quarantena” a cui e’ sottoposta la citta’ , ricorre a imbarcazioni di fortuna con risultati incerti, come mostra un video diffuso su Twitter dall’ artista Badiucao.

E’ passata una settimana dall’ imposizione delle prime restrizioni ai trasporti, e vivere sotto cordone sanitario e’ tutt’ altro che facile. Proprio oggi, in conferenza stampa, il governatore dello Hubei, Wang Xiaodong, ha citato i molti problemi di chi vive nella citta’ chiuse dalle autorita’ per evitare il diffondersi del contagio. Una di queste, Huanggang, la seconda a subire forti restrizioni ai trasporti dopo Wuhan, e’ a rischio per la carenza di risorse mediche. “Non lasceremo che Huanggang diventi un’ altra Wuhan”, ha detto Wang, ma la situazione in tutto lo Hubei, ha ammesso, e’ “a un punto critico”.

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