Convegno Ansa, Umbria quinta regione in Italia per notorietà, video



Convegno Ansa, Umbria quinta regione in Italia per notorietà, video

“L’ANSA è un’azienda editoriale che cerca di fare convivere il grande mondo con il cortile di casa. E che riesce a cercare di raccontare le due cose con un livello di attenzione e di credibilità. Per fare conoscere meglio l’Italia agli italiani e nel mondo stiamo organizzando questi eventi in varie città con l’obiettivo di raccontare le eccellenze delle regioni”.

Con questa premessa Giulio Anselmi, il presidente dell’ANSA, ha illustrato al teatro Cucinelli di Solomeo – l’incontro promosso dall’ANSA “Raccontare l’eccellenza. L’informazione ANSA per diffondere il meglio del’Umbria in Italia e nel mondo”. A Solomeo erano presenti anche la presidente della Regione Catiuscia Marini, il direttore del’ANSA Luigi Contu, l’assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini, Brunello Cucinelli e imprenditori umbri.

“L’Umbria è quinta regione per notorietà ed è una cosa molto significativa, è una realtà che continua a dare segni di crescita come quello per esempio della dimensione delle aziende, come quello della notorietà. Noi cerchiamo – ha continuato Anselmi – oltre che delle eccellenze, di parlare di tutto, di fare in modo che non ci siano elementi di isolamento. L’ Umbria – ha concluso – non è soltanto industria o turismo, o cultura, è un’infinità di altre cose”.

“Sono costretto a vivere tre o quattro mesi l’anno in giro per il mondo, ma vengo da una terra speciale, ricca di spiritualità, fierezza e rispetto. Su questa armonia, bellezza e dignità abbiamo il dovere di tornare ad investirci” – lo ha detto Brunello Cucinelli. Si è poi soffermato “sul trentennio di crisi di civiltà che stiamo vivendo. Abbiamo provato a governare solo con la scienza – ha detto – invece si governa miscelando scienza e anima.

Siamo arrivati ad una società dove i social ci hanno condotto a far sì che l’animo umano sia in difficoltà, a far sì che il nostro cervello, leggendo sempre notizie negative, abbia creato inquietudine umana. Abbiamo sostituito la speranza con la paura, tutto questo ci ha creato instabilità. Siamo arrabbiati, intolleranti, inquieti. Cerchiamo di recuperare i rapporti umani, nelle nostre piccole città – ha concluso l’imprenditore – torniamo nei borghi per riscoprire l’umanità, facciamo un passo in avanti con rispetto, armonia ed equilibrio”.

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