Boom di cesarei, solo il 15 per cento è necessario, i dati



Boom di cesarei, solo il 15 per cento è necessario, i dati Un bambino su 5 nel mondo nasce col bisturi invece che col parto naturale, e il ricorso al taglio cesareo è quasi raddoppiato a livello globale tra 2000 e 2015 passando da 16 milioni a 30 milioni di casi su circa 131 milioni di parti all’anno nel mondo.

Lo rivela una ricerca, che ha coinvolto su 169 Paesi, pubblicata sulla rivista Lancet. Ricerca che conferma il dato secondo cui solo il 15% dei cesarei è assolutamente necessario contro i 6,2 milioni giudicati invece inutili. La metà di questi è praticato in Brasile e in Cina.

A far loro compagnia anche Egitto, Turchia e Iran, anche qui il 40% dei pazienti ricorre al cesareo).

Con il 35,3% dei parti con taglio cesareo, dato del 2015, l’Italia veste la maglia nera in Europa se si esclude la Grecia per la quale mancano dati ufficiali nello studio.

Secondo lo studio, a ricorrervi le donne con alto livello di reddito e di educazione.

Le motivazioni addotte dagli esperti sono varie: ad esempio i giovani medici possono essere in taluni casi più esperti nel procedere a un taglio cesareo che non nell’assistere una donna durante il parto naturale; inoltre il cesareo può essere una forma di medicina difensiva da parte del medico che si sente più tutelato rispetto a eventuali denunce in caso di complicanze o problemi insorti durante il parto.

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