Bolle di sapone, la mostra alla Galleria Nazionale dell’Umbria

 
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Bolle di sapone, la mostra alla Galleria Nazionale dell’Umbria

Il percorso si compone di circa 60 opere che coprono un lungo arco di tempo che va dal Cinquecento alla contemporaneità, di autori quali Fra Galgario, Jan Bruegel il Giovane, Gerrit Dou, Karel Dujardin, concesse in prestito dalle più importanti istituzioni nazionali e internazionali, tra cui la Galleria degli Uffizi di Firenze, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la National Gallery di Londra, la National Gallery di Washington e si apre con alcune opere allegoriche legate al tema della Vanitas. E’ la mostra “Bolle di sapone. Forme dell’utopia tra Vanitas, arte e scienza”. La Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia, dal 16 marzo al 9 giugno, affronta per la prima volta in una esposizione dedicata, questa tematica tradizionalmente correlata al genere artistico della natura morta e della Vanitas.

“Simbolo della fragilità, della caducità delle ambizioni umane, della vita stessa, fin dal Cinquecento, le bolle di sapone hanno affascinato generazioni di artisti per quei giochi di colore che si muovono sulle superfici saponose, per la loro lucentezza, per la loro leggerezza, ed affascinano ancora oggi”, hanno commentato i curatori Michele Emmer, già professore ordinario di Matematica alla Sapienza di Roma, e Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria.

La mostra è inserita tra i progetti Art Bonus della Galleria Nazionale dell’Umbria per l’anno 2019, trovando un generoso e fondamentale sostegno nella famiglia Campanile, fondatrice di una delle più importanti realtà industriali del territorio, la SACI Industrie s.p.a.

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