Bagno di folla per Matteo Salvini a Foligno a sostegno di Stefano Zuccarini

Bagno di folla per Matteo Salvini a Foligno a sostegno di Stefano Zuccarini

Basta un padre di famiglia, normale, con la quinta elementare, per capire che se io ho un debito lo ripago se lavoro“: così il vicepremier Matteo Salvini durante un’ iniziativa elettorale a Foligno. “Se lavoro pago le tasse – ha detto il ministro dell’ Interno – e il debito scende. Se non lavoro, non pago le tasse e il debito sale. Ci hanno spiegato per 20 anni che dovevamo tagliare e risparmiare, andare in pensione a 92 anni, non avere più un contratto stabile, chiudere qualche scuola e ospedale così avremmo risparmiato e il debito sarebbe sceso. Risultato: abbiamo tagliato, tagliato, tagliato e il debito è salito di 600 miliardi. Perché se la gente sta a casa a 20 anni o a 50 e non lavora – ha concluso Salvini – evidentemente nessuno lo ripaga quel debito“.

Io voglio usare i soldi degli italiani per ridurre loro le tasse – ha detto ancora – E’ l’ unico modo – ha aggiunto – per far ripartire questo Paese. Mi multeranno? Mi multeranno…“.

Dal Viminale

Il ministero dell’Interno impugnerà la sentenza del Tar di Firenze contro le cosiddette zone rosse ed è pronto a riformulare l’ordinanza per allontanare da alcune aree cittadine balordi e sbandati. Scatterà il ricorso anche contro le sentenze dei tribunali di Bologna e Firenze a proposito dell’iscrizione anagrafica di alcuni cittadini stranieri. Il Viminale intende rivolgersi all’Avvocatura dello Stato anche per valutare se i magistrati che hanno emesso le sentenze avrebbero dovuto astenersi, lasciando il fascicolo ad altri, per l’assunzione di posizioni in contrasto con le politiche del governo in materia di sicurezza, accoglienza e difesa dei confini. Idee espresse pubblicamente o attraverso rapporti di collaborazione o vicinanza con riviste sensibili al tema degli stranieri come “Diritto, immigrazione e cittadinanza” o con avvocati dell’Asgi (associazione studi giuridici per l’immigrazione) che hanno difeso gli immigrati contro il Viminale.

Luciana Breggia è il giudice del Tribunale di Firenze: è stata relatrice della sentenza che ha escluso il ministero dal giudizio sull’iscrizione anagrafica di un immigrato.
In alcuni dibattiti pubblici (come quello organizzato a Firenze l’8 aprile 2019 e disponibile online) ha chiarito la sua idea di immigrazione censurando l’uso della parola “clandestini” e ha partecipato alla presentazione del libro dell’avvocato dell’Asgi Maurizio Veglio. Titolo: “L’attualità del male, la Libia del male è verità processuale”. Ed è proprio un altro avvocato dell’Asgi – Noris Morandi – il legale che ha assistito il cittadino straniero che ha fatto ricorso contro il Viminale e a cui il giudice Breggia ha dato ragione.

Alla presentazione del libro, Breggia (già coordinatrice della Onlus “Rete per l’ospitalità nel mondo”) era accanto alla portavoce di Mediterranea (quella di Luca Casarini) e al professore Emilio Santoro. Quest’ultimo, in un’intervista, ha definito l’attuale esecutivo “il governo della paura”. Santoro è docente ordinario di Filosofia del diritto e Diritto degli stranieri presso il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Firenze ed è presidente del comitato scientifico del centro di documentazione “L’Altro Diritto”. Proprio nel polo delle Scienze sociali dell’ateneo toscano – il prossimo 17 giugno – ci sarà il convegno “Le città diseguali. Zone rosse… e zone nere” con un giornalista di Repubblica e il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida.

Presso il dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Firenze ha sede la redazione della rivista online “Diritto, immigrazione e cittadinanza”, che si erge a difesa “dei diritti, dell’eguaglianza, della integrazione nel rispetto della diversità”. Tra coloro che collaborano con la rivista c’è la dottoressa Rosaria Trizzino (che ha appena bocciato le zone rosse in qualità di presidente della seconda sezione del Tar della Toscana), ma anche la presidente della prima sezione del tribunale civile di Bologna Matilde Betti, che il 27 marzo 2019 non ha accolto il ricorso proposto dal ministero dell’Interno contro la decisione del giudice monocratico del capoluogo emiliano che disponeva l’iscrizione nel registro anagrafico di due cittadini stranieri.

Uno di questi era difeso dall’avvocato Asgi Nazzarena Zorzella, per anni co-direttrice di “Diritto, immigrazione e cittadinanza” e che ora è nel comitato editoriale dove siede anche il presidente Betti. Nel 2016, Matilde Betti e Nazzarena Zorzella erano state relatrici al seminario “Diritto d’asilo.

Dovere d’accoglienza” organizzato da Asgi, Libera e Magistratura democratica. Pochi giorni fa Asgi (presente sul sito di “Diritto, immigrazione e cittadinanza” con un link diretto) ha espresso solidarietà al magistrato Breggia dopo che il ministro Salvini aveva detto: “Se un magistrato vuole cambiare le leggi, si candidi”. Asgi ha ricordato che la magistratura è indipendente. In ossequio a questa indipendenza, il Viminale sta pensando di rivolgersi ai giudici. Obiettivo: valutare se i magistrati di Firenze e Bologna avrebbero dovuto astenersi.

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