Ater Umbria, azienda solida e in equilibrio, il bilancio

 
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Ater Umbria, azienda solida e in equilibrio, il bilancio

“La fotografia di Ater Umbria è quella di un’azienda che è riuscita a mantenere costanti i ricavi, è solida ed in equilibrio. Una condizione necessaria per riuscire a fare tutto quello che abbiamo fatto in questi ultimi cinque anni”. Così il Presidente di Ater Umbria Alessandro Almadori nel tracciare il bilancio dell’attività dell’Ente nel corso della conferenza stampa di bilancio. La sede scelta per l’incontro con la stampa è stata quella dei locali dell’ex caserma della Milizia, precedentemente destinati ad ospitare il centro di ricerca biomedica di Terni (in via Campomicciolo, 1). Assieme al Presidente vi ha partecipato l’Avvocato Daniela Rondolini, membro del Cda dell’Azienda Umbra di Edilizia Residenziale Pubblica.

“L’analisi dei dati relativi all’annualità appena chiusa – ha affermato Almadori – offre l’occasione sia per ripercorrere quanto fatto dall’attuale Cda nell’ultimo quinquennio sia per un resoconto della decennale esperienza come Presidente di Ater Umbria da parte della Presidenza”.

Un’Azienda unica regionale derivata dalla fusione delle due Aziende provinciali nel 2011 che ha quasi 10 mila unità immobiliari in proprietà gestiti, di cui il 90% è rappresentato da alloggi a canone sociale o concordato con un bacino di oltre 25 mila persone.

Superata anche con insospettabile sinergia la fase della unificazione, priorità assoluta di questi anni è stata quella di portare ad un buon livello manutentivo il patrimonio che, se in alcuni isolati casi è ultracentenario, nella sua maggioranza è ascrivibile agli anni 70-80 quale derivazione degli immobili ex IACP. Per Almadori: “Riqualificare sia energeticamente che funzionalmente questo cospicuo patrimonio è stata una scelta necessaria che trova le sue ragioni anche alla luce di modifiche normative in cui quelli che erano enti pubblici sono stati trasformati in aziende con la soppressione di qualsiasi forma strutturale e programmata di investimenti”.

I fondi di cui alla L.80/2014, i finanziamenti europei POR FESR che già dalla programmazione 2007-2013 prevedevano interventi sugli alloggi sociali, le economie ricavate dalla programmazione dei finanziamenti POA nonché le provviste economiche derivanti dagli utili dell’Azienda, hanno consentito di appaltare lavori per circa 20 milioni €, intervenendo su oltre 1500 alloggi, alcuni da tempo dichiarati non disponibili per l’assegnazione, con l’ausilio di oltre 250 operatori economici sia edili che impiantistici.

“Input specifico di questa Amministrazione – ha proseguito – è stato poi quello di attivare una proficua e copiosa collaborazione con il GSE per l’ottenimento dei fondi di cui al Conto Termico 2.0: la combinazione degli incentivi CT 2.0 con le risorse suddette ha sicuramente consentito di assegnare un maggior numero di alloggi alle famiglie ricomprese nelle graduatorie comunali.

L’attività edilizia dell’Azienda ha poi consentito di realizzare alcune caserme dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ristrutturare l’attuale sede della Procura della Repubblica, valorizzare la Torre degli Sciri garantendo una abitazione a 12 giovani coppie, programmare interventi analoghi quali il restauro dell’ex Convento in via Manassei, lo studentato di Monteluce locato all’ADiSU, solo per citare quelli più significativi anche come rigenerazione dei centri storici”.

Bandi per la morosità incolpevole, nuovi accordi con i sindacati degli inquilini, l’attivazione della gestione sociale, il necessario ausilio per l’introduzione dell’ISEE quale parametro per il calcolo del canone di locazione sono state le principali misure che sono state messe in campo nei confronti dell’utenza ATER che, deve essere ricordato, sono e devono rimanere al centro di ogni iniziativa aziendale.

L’analisi dei bilanci sia dell’ultimo quinquennio che decennio mostra un valore della produzione pressoché costante con un fenomeno in forte aumento, quale quello della morosità, che deve trovare misure strutturali, anche a livello regionale, pena la mancanza di operatività economica di una Azienda che da sempre ha dato risposte in modo celere e soddisfacente.

Il Presidente ha anche affermato che: “La fotografia che si ricava è quella di un’Azienda pubblica solida e in salute che però deve fare i conti la mancanza di una politica nazionale di investimenti nel settore per nuove iniziative.”

“Un cenno – ha proseguito – deve essere fatto alla scelta di questo di via Campomicciolo quale sede per l’incontro di oggi: uno stabile destinato alla ricerca biomedica la cui programmazione e pianificazione risale a molto prima di questa Presidenza, ma per il quale in questi dieci anni sono stati profusi tutti gli sforzi possibile per la sua valorizzazione anche in relazione con le mutate esigenze della Azienda Ospedaliera.

Per la Città di Terni, per la Regione Umbria, per non lasciare senza un valido contenuto un contenitore la cui bellezza e funzionalità sono palesi, dobbiamo essere fiduciosi che i soggetti che congiuntamente con l’ex ATER di Terni hanno pianificato tale intervento, si facciano carico di gestire questa struttura.

In tal senso vanno le dichiarazioni delle varie Direzioni che si sono alternate all’azienda Ospedaliere di Terni che hanno più volte dichiarato, anche alla stampa, la prossima entrata in servizio di questo stabile quale appendice dell’Ospedale cittadino.

L’ augurio che quindi va fatto al nuovo management di ATER Umbria, che fin dal prossimo mese potrebbe insediarsi, è di sottoscrivere il contratto relativo a questo edificio quale primo atto ufficiale.

Altre ipotesi differenti da quella sopra detta sarebbero, senza possibilità di smentita, una ingente perdita per la collettività umbra e per i suoi cittadini, situazione che ci auguriamo siano scongiurata, anche grazie all’interessamento della nuova Giunta Regionale, dal nuovo managment della Azienda Ospedaliera”.

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