Ance Perugia, Ministro Toninelli, accelerare i lavori sul viadotto Puleto



Ance Perugia, Ministro Toninelli, accelerare i lavori sul viadotto Puleto

Infrastrutture, ricostruzione e sviluppo sono stati i temi toccati in occasione dell’assemblea di Ance Perugia, l’associazione dei costruttori edili di Confindustria che stamani ha confermato alla presidenza l’imprenditore Moreno Spaccia.

Ospite dell’assemblea è stato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli al quale il presidente Spaccia, nella sua relazione, ha riproposto alcuni temi, nazionali e locali, di importanza strategica per il settore: gli investimenti in infrastrutture, le modalità di assegnazione degli appalti, la ricostruzione, le questioni ancora aperte su Quadrilatero e Perugia-Ancona e la situazione della E45 con il viadotto Puleto ancora parzialmente interdetto al traffico pesante.

“Dobbiamo riprendere ad investire nella manutenzione straordinaria del territorio e delle reti esistenti – ha detto Spaccia – in nuove indispensabili infrastrutture e, per quel che riguarda l’Umbria, dobbiamo assolutamente cogliere l’occasione della ricostruzione.

Ad oggi i cantieri di ricostruzione leggera conclusi sono solamente 119. Ben più drammatico è certamente il quadro della ricostruzione per i danni gravi: i lavori ultimati sono solo sei. E non va molto meglio né per quanto riguarda le opere pubbliche, né per i beni culturali. Sul versante della ricostruzione pubblica – ha aggiunto Spaccia – occorrerebbe introdurre delle misure idonee a velocizzare gli affidamenti di gara, consentendo di pervenire rapidamente alla cantierizzazione dei lavori, nel rispetto della trasparenza e della legalità, ma allo stesso tempo tutelando, per quanto possibile, il tessuto delle imprese locali, che assicurano investimenti ed occupazione proprio nelle province del cratere sismico. Conosciamo bene lo sforzo organizzativo e l’impegno quotidiano della Regione, dei dirigenti e dei tecnici dell’USR e dei Comuni, del Commissario, per tentare di venire fuori dal guado. Mai come in questo caso serve un cambio di passo”.

Ammodernamento della E45 e sblocco del Viadotto Puleto rappresentano solo due esempi di un processo di riqualificazione delle infrastrutture che può contribuire a far ripartire l’economia umbra.  “Con il contributo di tutti, istituzioni, associazioni, imprese e cittadini – ha sottolineato nel suo intervento di saluto, Maurizio Mariotti, delegato alle Infrastrutture di Confindustria Umbria – va realizzato un piano strategico complessivo finalizzato a rendere il nostro sistema stradale e ferroviario più moderno ed efficiente”.

“Sulla E45 – ha rassicurato Toninelli – dobbiamo sollecitare Anas perché acceleri lo svolgimento dei lavori. Abbiamo previsto 10 milioni nello Sblocca cantieri per le imprese locali. L’obiettivo è di riaprire a tutto il traffico il prima possibile. Quella tratta è particolarmente importante dal punto di vista economico non solo a livello regionale ma per tutto il territorio nazionale”.

In questo quadro di grandi difficoltà generali, alle prese con le conseguenze del terremoto e con una crisi economica profonda dell’Umbria e del settore, gli imprenditori umbri hanno dovuto affrontare anche la vicenda della Perugia-Ancona.

“Siamo orgogliosi di aver combattuto questa battaglia – ha aggiunto Spaccia – e di aver trovato una soluzione che rende il nostro settore e il nostro Paese un po’ più civile e per questo ringrazio il Ministro Toninelli, i Parlamentari dell’Umbria e delle Marche, le due Regioni, tutte le organizzazioni e le Associazioni, per aver sostenuto questa battaglia. In questo modo si è riusciti a trovare, con il cosiddetto “fondo salva cantieri”, una soluzione accettabile.  Ora rimane un piccolo sforzo e un grande obiettivo. Fare il regolamento attuativo in modo tale da soddisfare rapidamente le esigenze delle imprese e, insieme a questo, finalmente finire la strada”.

Sulla vicenda il ministro Toninelli ha ricordato come in occasione della visita al cantiere della Perugia-Ancona insieme al Presidente del Consiglio Conte, “le istanze ricevute da parte del Coordinamento delle imprese creditrici di Astaldi si siano trasformate in una norma importantissima: la norma salva imprese.  Avremmo voluto inserirla nello Sblocca cantieri ma non è stato possibile, l’abbiamo comunque prevista nel Decreto Crescita. La norma prevede che noi ristoreremo fino al 70 per cento dei crediti che queste piccole e medie straordinarie imprese del territorio hanno nei confronti della Astaldi che avuto una crisi finanziaria. Penso che questo sia il migliore intervento che il Governo potesse fare, soprattutto nel metodo: abbiamo ascoltato chi ci ha fatto delle richieste legittime e le abbiamo concretizzate in una norma”.

“Il fatto che guardiamo in faccia la realtà – ha concluso Spaccia – non significa certo che siamo rassegnati, pessimisti, incapaci di valorizzare le enormi risorse del Paese, della nostra meravigliosa Umbria e del settore. Oggi abbiamo bisogno di un momento nel quale chiamiamo a raccolta le tante responsabilità e le innumerevoli risorse di una terra e di un popolo straordinario. Noi dobbiamo porci l’obiettivo di diventare un territorio dove si possa lavorare, produrre, studiare e vivere bene. Un territorio “attraente” per uomini, capitali, investimenti, attività produttive”.

Le costruzioni in Umbria – alcuni dati

Le costruzioni in Umbria sono circa il 9% del PIL ed in termini di occupazione rappresentano il 25,3% degli addetti nell’industria e il 6,6% dei lavoratori operanti nell’insieme dei settori di attività economica.

Nell’ultimo decennio il settore ha vissuto una crisi drammatica.

L’inizio del ciclo economico negativo ha coinciso anche con la fine della ricostruzione dopo gli eventi sismici di Foligno e Assisi del 1997. Come prima ricordavo il numero di permessi, Scia e Dia, ritirati per la costruzione di nuove abitazioni e ampliamenti, dal 2006 al 2017 è precipitato del 90%, passando da 5.671 a 589.

Nel 2018, il settore delle costruzioni ha dato lavoro a 23.500 persone; rispetto al 2017 si registra un aumento di occupati del 5,3%, dopo le rilevanti perdite subite nei periodi precedenti.

L’occupazione più strutturata, quella degli iscritti alle Casse Edili di Terni e Perugia, passa da una media mensile di circa 18.000 operai nel 2008 ai 7.500 del 2018. Con una massa salari che nel 2008 era di circa 220 milioni di euro agli attuali poco meno di 100.

Il mercato immobiliare continua ad avere un trend positivo da ormai 5 anni. Complessivamente dal 2014 il numero di abitazioni compravendute è aumentato del 31,6%.

Negli ultimi due anni 2017/2018 l’aumento delle compravendite risulta generalizzato su tutta la Regione con una particolare vivacità del mercato di Terni.

Vorrei ancora una volta ricordare che siamo lontanissimi dai picchi raggiunti nel 2008 e che più dell’80% delle compravendite riguarda immobili usati.

La relazione della Banca d’Italia evidenzia come i finanziamenti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, di mutui per la casa, passino in Umbria dal 2007 al 2013 da 721 milioni ad appena 249 milioni. Negli anni successivi, e appunto in questi ultimi 5, c’è stato un aumento solo di qualche punto percentuale.

Per non parlare dei finanziamenti destinati alle imprese nel comparto residenziale. Negli ultimi dieci anni si è perso l’80% dei mutui, dai 575 milioni del 2007 agli appena 112 del 2017.

Relativamente al comparto pubblico in Umbria si osservano segnali di ripresa verificabili sia nel numero dei bandi di gara, sia nell’aumento di valore degli stessi.

A questo punto è necessaria un’ulteriore avvertenza.

E’ evidente che in un mercato così piccolo come quello dei lavori pubblici nella nostra Regione, basta qualche bando di gara di grande valore (come precedentemente è accaduto con la Quadrilatero e recentemente con i bandi ANAS degli accordi quadro per la E45) per rendere di difficile interpretazione l’andamento reale nel breve medio periodo.

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