Allievi agenti Polizia centinaia rischiano di restare fuori dal corso, TG5

Allievi agenti Polizia centinaia rischiano di restare fuori dal corso, TG5

Sono centinaia gli allievi agenti di Polizia di Stato che, a causa del “Decreto Semplificazioni“, rischiano di restare fuori corso. Dentro il Decreto, e per l’esattezza all’Art 11 comma 2-bis (del decreto legge 135/2018 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12/2019), c’è una discriminazione di non poco conto.

Che accade?

Accade, come comunicano gli stessi allievi, che si è innescato un processo retroattivo di esclusione di migliaia di giovani, perché proprio a causa del Decreto “non possedevano” i nuovi requisiti. Esclusi migliaia di giovani dallo scorrimento della graduatoria del concorso “Allievi Agenti della Polizia di Stato” emanato il 26 maggio 2017 e questo perché ora i requisisti sono cambiati.

Quali sono i nuovi requisiti?

Con l’avvio del procedimento amministrativo datato 13 Marzo 2019 si esclude, di fatto, chi alla data del 1 Gennaio 2019 avesse compiuto 26 anni e non avesse il diploma d’istruzione secondaria di secondo grado.

Quali erano i vecchi requisiti?

30 anni non compiuti e licenzia di scuola media inferiore.

In seguito a numerosi ricorsi i candidati del primo scorrimento con punteggio compreso tra 9,50 e 8,875 sono riusciti a sostenere le prove psico-attitudinali e quindi ad ottenere lo “status di idoneo con riserva” attendendo la sola chiamata per il corso di formazione.

Scrivono e chiedono aiuto

«Ad oggi – scrivono in una nota -, noi ragazzi continuiamo a domandarci come sia possibile giuridicamente considerare questo nuovo procedimento di assunzione indipendente dal precedente, dal momento che la graduatoria, da cui sono stati convocati tramite “scorrimento” i candidati per poter espletare l’iter concorsuale, dipenda strettamente dal concorso del 2017. Inoltre – aggiungono -, la graduatoria così selettivamente modificata, sembrerebbe quasi una convocazione diretta e non meritocratica. Difatti, molti candidati che hanno conseguito voti altissimi, sono stati esclusi dalla stessa favorendo in questo modo candidati, sì più giovani e in possesso del diploma di scuola secondaria, ma con voti di gran lunga inferiori (i candidati esclusi hanno conseguito anche 76/80 e si sono visti scavalcare da chi invece aveva conseguito 66/80, con un differenziale di 10 domande errate in più)».

Ricorsi al Tar

Con l’avvio del procedimento amministrativo, datato 13 marzo 2019, all’interno del quale sono stati inclusi solo coloro in possesso dei nuovi requisiti, siamo stati costretti a ricorrere presso il Tar del Lazio il quale, in prima istanza, ci ha concesso la sospensione del giudizio, consentendoci, in qualità di ricorrenti, di poter ultimare l’iter concorsuale e ritenendo pregiudizievole tale operato da parte dell’Amministrazione.

In seguito, ad ulteriore scorrimento avvenuto in data 7 Giugno 2019, ha visto tagliare fuori un ulteriore tranche di ragazzi con punteggio che va da 8,750 a 8,250.

Tar dà sospensiva, ma nessuno li chiama per la visita

«Nonostante, parecchi di noi abbiano fatto un ulteriore ricorso al Tar del Lazio – scrivono – e attraverso il quale ci è stata concessa la sospensione del giudizio, ammettendo anche noi del secondo scorrimento ad ultimare tutto l’iter concorsuale, ad oggi novembre 2019 nessuno di noi ha visto ancora chiamarsi a visita. Contrariamente alle nostre banalissime speranze  che abbiamo coltivato per un lasso di tempo relativamente breve, non essendo stati minimamente menzionati, abbiamo dovuto ricorrere nuovamente presso il Tar del Lazio per chiedere che venisse rispettata la sospensione del giudizio inerente al nostro espletamento dell’iter concorsuale, ottenendo nuovamente un esito positivo a nostro favore»

Vista e considerata dunque, la “non ottemperanza” della sospensione del giudizio, ad oggi, sarebbero stati arrecati non pochi danni di svariata natura, in particolar modo per la nostra futura carriera.

«Noi ci sentiamo trattati come “merce” scaduta, “come vecchie scarpe rotte”, come perdenti e falliti, – scrivono disperati – come persone che, nonostante abbiano solide esperienze di vita, per lo Stato non sono abbastanza. A parità di sacrifici, in termini di tempo ed economici anche sostenuti dalle nostre famiglie, siamo stati trattati diversamente rispetto a coloro che oggi hanno invece iniziato il corso di formazione, o che quanto meno abbiano potuto ottemperare il loro iter concorsuale, nonostante l’essere over 26, come noi».

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