Fischer e von der Leyen, video, dilemma europeo della forza disarmata tedesca



Fischer e von der Leyen, video, dilemma europeo della forza disarmata tedesca

In questa puntata di Uncut siamo Berlino per cercare di capire perché sia così difficile per la Germania prendersi le sue responsabilità in Europa e nel mondo. Ospiti dell’europarlamentare Daniel Cohn-Bendit l’ex ministro degli esteri tedesco Joschka Fischer e l’attuale ministra della difesa Ursula von der Leyen. Una chiacchierata, come sempre: Uncut! Senza tagli! Con loro parleremo di sicurezza, lotta al terrorismo, del ruolo della Germania in UE, di Unione Europea e di economia.

Il rafforzamento della Germania nell’UE

Mai come in questo momento risulta opportuno far avanzare l’Europa. È fondamentale. Secondo l’ex ministro Fischer stiamo assistendo all’emergere di un nuovo ordine mondiale con l’asse spostato verso l’Asia Orientale e il Pacifico. La dimensione transatlantica si ridurrà. L’Europa… tutti i megatrend globali – tecnologia, demografia, tutto, la divisione del potere, vanno nel senso del nostro declino. “Consiglierei alla Germania di agire da sola, ma solo integrata in seno all’Europa e all’alleanza occidentale, insieme alla Francia. Questo sta già accadendo. Qualche tempo fa non avrei mai immaginato che oggi ci sarebbero state truppe tedesche in Mali. Penso che sia positivo. È la decisione giusta e non si può lasciare solo alla Francia il compito di guidare la lotta al terrorismo in Africa occidentale.”

Chi è Joschka Fischer

Nasce a Gerabronn il 12 aprile 1948

E’ un politico tedesco. È stato Ministro degli affari esteri della Germania e Vice-Cancelliere nel Governo di Gerhard Schröder dal 1998 al 2005.

Membro di spicco di Alleanza ’90/I Verdi, è stato tra i protagonisti delle proteste studentesche del ’68 in Germania.

È membro del Gruppo Spinelli per il rilancio dell’integrazione europea.

Dal 27 ottobre 1998 al 22 novembre 2005 è stato inoltre Vice-Cancelliere e Ministro federale degli affari esteri della Repubblica federale di Germania nei governi Schröder I e II.

Nel settembre 2006, rinuncia al suo mandato di deputato al Bundestag e annuncia di lasciare la politica.

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